APPUNTI – DI NOTTE UNA LUCE A INTERMITTENZA

Novembre 18, 2009 sbloggato 1 commento

Me ne stavo a fumare
sul mio balconcino
di notte
l’ultima sigaretta
prima di andare a letto
osservando il mondo.

Nei palazzi di fronte
a notte fonda
c’è quello che dorme
quelli che scopano
quella che urla
quelli che litigano
quella che mette un pentolino sul fuoco
quel ragazzino che spegne e accende la luce.

La vita è una luce a intermittenza.
I rapporti umani iniziano
finiscono
si interrompono
rinascono
a volte non nascono
a volte non muoiono mai.

E me ne stavo lì a pensare
che l’unico modo
per vivere e sopravvivere
far vivere e far sopravvivere
è volersi bene.

Voler bene a quello che dorme
a quelli che scopano
a quella che urla
a quelli che litigano
a quella della camomilla
a quel ragazzino che teme la maestra
e anche a me che me ne stavo lì a fumare.

E pensavo che tu che leggi
e voi tutti esseri umani
della vita non avete mai capito un cazzo.

Ed era una magra consolazione per me
che stavo lì fuori a fumare
al freddo e al gelo
l’essere consapevole
di essere l’unico al mondo
ad avere la chiave di lettura
della mia, della tua, della vostra vita.

Ma era una consapevolezza
che da quel giorno in poi
mi avrebbe accompagnato
e che mi avrebbe permesso
di attutire il colpo
delle bastonate sui coglioni
che gli esseri umani
che non hanno mai capito la vita
si sferzano ogni giorno tra loro
dalla notte dei tempi.

APPUNTI – SPORCO MUSO GIALLO

Novembre 18, 2009 sbloggato Lascia un commento

Me ne stavo
aggrappato ad un palo
il vento mi beccava d’improvviso
e tirava forte da succhiar via
tutta la prima sigaretta
del pacchetto appena scartato
comprato con i quattro euro
datimi di resto nell’osteria di fronte
per il mio biglietto verde
conquistato con il sudore di fronte (mio)
per sei ore di lavoro
in un mese.

Non pagavano male lì
non fosse stato per il lavoro
sbucciare pistacchi
per uno sporco muso giallo
che non si puliva il viso
da almeno vent’anni.

Lo sapevo perchè aveva
muco appicicaticcio
sui sottili baffi neri
che usava portare
ogni giorno
da un anno circa.

Perlomeno non si lavava il volto da un anno
presumibilmente erano almeno trenta, o quaranta
ed il suo muco verde
contrastava con la sua pelle gialla
in maniera vistosa
ancor più di quanto il verde
possa fare a cazzotti con il rosa
e quest’ultima constatazione
pare sia evidente a tutti.

Con il biglietto verde
avevo fatto bere
tutti gli amici lì dentro
Peppe il falco
Aron la faina
Mario la lancerta
e Silvio Galbanino
che quest’ultimo poi
era proprio il cognome.

Avevo detto “metti a bere per 96 euro
che poi quando esco
devo comprar le sigarette”.

Avevo comprato con il resto
le mie sigarette
e me ne stavo aggrappato a un palo
con la bora che tirava
e con un laido cane
immune al vento e ad ogni legge della fisica
che mi pisciava sulla scarpa
come faceva ogni volta che uscivo dall’osteria
ed avevo l’umore a mille.

E mi avvrebbero fatto ridere
anche le assonanze della parola bora
e mi sarei anche chiesto
cosa portavi in quei secchi
che trascinavi per strada
e forse avrei anche pensato
che tutto andava per il meglio
e che come diceva il poeta
o il navigatore, forse il tom tom
il vento era favorevole
potevo togliere gli ormeggi
da un paese devastato dal dolore.

Che quel laido cane
lo pagasse quello sporco muso giallo?

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Now playing: Stefano Rosso – …E allora senti cosa fo’
via FoxyTunes

APPUNTI – MAI DARE NIENTE PER SCONTATO

Novembre 17, 2009 sbloggato Lascia un commento

Ce ne stavamo seduti al bancone
ad aspettare le nostre due birre
quando richiamati da un insistente scoppiettare
ci accorgemmo di un uomo vicino a noi
che ciancicava Big-babol alla fragola
(mento poggiato sul palmo della mano sinistra
intento a fare palloncini)
e della sua donna dinanzi a lui
che lo guardava con aria innamorata
mentre beveva il suo aperol-soda.

Forse inebriati da quel tanfo fragolino
restammo in silenzio a guardarci
entrambi immaginando
che sapore avrebbero avuto i loro baci.

Il tempo scorreva veloce
come l’acqua del fiume intubato nell’eternit
di cui tu assaporasti la polvere nello stesso bar
per sciacquarti la bocca
che in quel momento pareva saper di fragola e di panna
anche se tu non avevi mai masticato Big-babol.

Pagammo tre euro e trenta centesimi.
Tre euro per le due mezze pinte
trenta centesimi per i dieci centilitri di amianto.

Tornati a casa
per la prima ed ultima volta
ti presi a cinghiate
per insegnarti
che nella vita
non si deve mai dare niente per scontato.

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Now playing: The Rolling Stones – Let’s Spend the Night Together
via FoxyTunes

APPUNTI – THUNDER ROAD

Novembre 16, 2009 sbloggato Lascia un commento

La scena è di quelle già viste
già sentite in qualche parte della memoria
un deja-vu, la casa isolata
la porta aperta
tu che entri
e il vento muove il vestito di Mary.

E tu sei lì
con i tuoi mille e più libri letti
quei milioni di dischi ascoltati
e il tuo berimbau.

Potrai spiegarle quanto Marx e Nietzche
veramente vadano a braccetto
e che il materialismo storico
non prevedeva guerre di classe
ma lotte per agevolare un processo inevitabile,
che era quanto di più cristiano potesse esserci
un cristianesimo senza religione
non una contrapposizione
e che il materialismo dei sentimenti
è solo una gran cazzata.

Potrai farle vedere
in un dipinto
da dove viene l’ispirazione,
potrai mostrarle
che la musica che ascolta
non è altro che una riproposizione
di roba cotta e ricotta
che tutti hanno dimenticato.

Potrete guardare insieme un film
e farle notare la citazione
la colonna sonora
potrai spiegarle
che non c’è genio
senza immaginazione
e che non è genetica
o processo chimico
è mutazione e influenza
di uomini prima di te
e null’altro.

Nessuno è mai grande
e tu non lo sarai
non hai nient’altro da offrirle
che te, con quel che pensi, leggi, vedi e ascolti
riproponendo te stesso
in parole assurde
accompagnate dal tuo berimbau
riportato da un viaggio all’altro capo del mondo.

Non hai nient’altro da offrirle
se non tutti i tuoi risparmi
e tutto ciò che riuscirai a trovare per strada
per portarla via lontano da lì
da quella terra piena di vincitori
per le strade polverose
dove, giunti alla fine,
troverete l’altro capo del mondo,
quello dove anche i perdenti
sono considerati degli uomini
anche prima della morte
e non sono costretti a pulire i cessi
di lorsignori per sopravvivere.

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Now playing: Bruce Springsteen – Thunder Road
via FoxyTunes

APPUNTI – JET-LAG (DILEMMI ESISTENZIALI)

Novembre 16, 2009 sbloggato Lascia un commento

Mi
manca
sempre
il
tempo.
Non
perdo
tempo.
Non
lo
ottimizzo.
Non
lo
becco
mai
quello
giusto.
Io
sono
una
vittima
del
jet-lag.

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Now playing: Tre allegri ragazzi morti – Dipendo da te
via FoxyTunes