La morte colse mio fratello. La morte di mio fratello mi colse alla sprovvista. Ero disperato.
- Non temere la morte. Ora tuo fratello è illuminato dalla luce di Dio, è stato redento nell’attesa del giudizio finale -. Così disse mio prozio Adam, unico superstite giudaico della famiglia.
- Devi esser contento per lui – mi disse mia zia Sandra, cattolica come tutti noi – Chissà quali cose meravigliose sta vedendo ora. Se Dio l’ha scelto è perchè lo voleva vicino a lui. Ora partecipa del suo magnifico regno! -
Mi rincuorò sapere che la morte era una cosa tanto bella.
Un anno dopo, ero solo in casa. Bussarono alla porta.
- Chi è? – domandai
- Sono la morte – rispose
- Evviva! -

olèèèè!!!!
si va tutti a rockeggiare all’inferno!
evviva la morte!
Viva! Viva!
“…sei l’ospite d’onore del ballo che per te suoniamo,
posa la falce e danza tondo a tondo
il giro di una danza e poi un’altra ancora
e tu del tempo non sei più signora”
A proposito del post, pubblico una mia breve poesia sulla morte:
dio la morte,
perchè offende la vita.
Mi attrae e
mi fa paura.
Vorrei
che fosse il limite
entro cui
bisogna ricercare la felicità,
armonia delle passioni.
Ma è molto di piu’,
purtroppo.
E’ il confine
tra me e
l’assenza di me.
A me la morte fa paura, anche se sono cristiano. Non ci posso fare nulla. Non riesco ad accettarla.