IGNOTO NUMERO 32 – FELICITA’

La morte colse mio fratello. La morte di mio fratello mi colse alla sprovvista. Ero disperato.
- Non temere la morte. Ora tuo fratello è illuminato dalla luce di Dio, è stato redento nell’attesa del giudizio finale -. Così disse mio prozio Adam, unico superstite giudaico della famiglia.
- Devi esser contento per lui – mi disse mia zia Sandra, cattolica come tutti noi – Chissà quali cose meravigliose sta vedendo ora. Se Dio l’ha scelto è perchè lo voleva vicino a lui. Ora partecipa del suo magnifico regno! -
Mi rincuorò sapere che la morte era una cosa tanto bella.
Un anno dopo, ero solo in casa. Bussarono alla porta.
- Chi è? – domandai
- Sono la morte – rispose
- Evviva! -

5 risposte a IGNOTO NUMERO 32 – FELICITA’

  1. “…sei l’ospite d’onore del ballo che per te suoniamo,
    posa la falce e danza tondo a tondo
    il giro di una danza e poi un’altra ancora
    e tu del tempo non sei più signora”

  2. A proposito del post, pubblico una mia breve poesia sulla morte:

    dio la morte,
    perchè offende la vita.

    Mi attrae e
    mi fa paura.

    Vorrei
    che fosse il limite
    entro cui
    bisogna ricercare la felicità,
    armonia delle passioni.

    Ma è molto di piu’,
    purtroppo.

    E’ il confine
    tra me e
    l’assenza di me.

    A me la morte fa paura, anche se sono cristiano. Non ci posso fare nulla. Non riesco ad accettarla.

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