Avevo cominciato a scrivere un racconto intitolato “Io, rumeno”. Ho lasciato perdere, perplesso dal fatto che, in un’Italia che mi spaventa terribilmente, sulla copertina on-line di uno dei due più importanti quotidiani italiani campeggia da tre giorni la notizia che le donne formose sono certamente più intelligenti delle altre. Ad ogni modo, qualche riflessione è d’obbligo.
Innanzitutto sulla malavita-ultras. Riporto un commento lasciato da me qui e qui:
Io interromperei il campionato per un anno, impedirei le trasferte organizzate per un periodo di almeno cinque anni e costringerei le società a prendere seri provvedimenti pena la radiazione, investendo sul controllo della sicurezza come è stato fatto in Inghilterra, casomai imponendo un limite agli stipendi del calcio, perdendo forse campioni ma facendo investire i soldi risparmiati in questo ambito. Purtroppo una minoranza di chi frequenta gli stadi, pur consistente, è pericolosa per se e per gli altri, fomentati dalla cosiddetta “ideologia ultras”, persone che hanno il calcio e l’odio per il rivale come stile di vita o ancor peggio “idea”. Ma fino a che punto può arrivare il degrado culturale e sociale? Fino a che punto può l’uomo arrivare ad essere demente?
Sono seriamente preoccupato e questo si ripercuote sulla mia vita già incasinata di per sè. Forse incasinata proprio da questo degrado culturale e sociale dell’Italia. E mi preoccupa questo mondo in cui la vita umana non conta niente, in cui nessuno ha niente da perdere, in cui le responsabilità penali da singole diventano collettive quasi vivessimo in un revival degli anni ’30. Uno Stato in cui ogni giorno si perdono punti di riferimento importanti, uno Stato in cui non si può dare niente per certo. Una repubblica delle banane e delle caldarroste.
Uno Stato in cui la folla è trascinata dalla follia dei media che ci bombardano di messaggi di odio e di bugie di persone e organizzazioni quantomeno discutibili. E allora… vi dico la mia. In modo generalista, come fanno i media nostrani. Ma almeno in modo dissonante. E sincero.
Ad esempio sulla storia di Perugia. A Perugia ci siete mai stati? Siete mai stati a Perugia in piazza di sera? E’ un ricettacolo di tossici e delinquenti. Però nessuno vuole dirlo e quando qualcuno ci prova tutti lo zittiscono. Città multi-etnica, multi-culturale. Sarà anche vero. Ma è una città dove l’illegalità è sotto gli occhi di tutti. Una delle tante ormai in Italia. Non c’è da stupirsi se anche nei piccoli paesi, dove il controllo sociale è sempre stata la forza per un buon vivere, come ad esempio Alatri, da dove provengo, l’illegalità è sotto gli occhi di tutti, cittadini e forze dell’ordine. Solidarietà nelle società italiane odierne è non intervenire?
La sicurezza è messa in difficoltà dagli immigrati? Cazzate, i reati in Italia sono addirittura diminuiti negli ultimi dieci anni. Cazzate. Sono lo Stato e la giustizia italiana a non reggere, a non prevenire, in nome di una politica e di leggi “ad-personas”. Le forze dell’ordine non sono efficienti, a volte si comportano da sceriffi, altre volte da ignavi. Perchè? Le istituzioni non devono essere messe in discussione dall’esterno ma dall’interno. Ma sembra non sia possibile. E poi abbiamo tantissimi corpi che si dividono ingenti fondi. Chi deve proteggere realmente la nostra sicurezza, mette a rischio la sua vita e lavora per uno stipendio che quasi non ti permette di avere una famiglia. Perchè non unire i corpi diminuendo le spese ed aumentando gli stipendi? Perchè mantenere strutture che non servono, non rendono servizi e non producono?
Si parla d’integrazione, di immigrati che non vogliono integrarsi. Ma chi deve integrarli? Non dovremmo essere noi ad integrarli? O forse dovrebbero integrarsi da soli senza che nessuno tenda una mano?
E poi… in cosa devono integrarsi? In una società che non ha moralità, in una società che non è società? Nel nostro individualismo esasperato? Nelle nostre follie di massa? Nel nostro Paese di merda?
Ma vaffanculo!

eh si, come sempre… w le rumene!
In una società che no rispetta le leggi, neppure quelle di base (es. la cintura di sicurezza o il casco i motorino) integrarsi, come tu in pratica affermi, non ha senso. Purtroppo siamo un paese di disonesti, che fa di tutto per non pagare, anche quando sbaglia palesemente. A volte mi chiedo: ma sono io l’unico fesso che ha perso 10 punti di patente per aver regolarmente pagato due multe?
Pensa che proprio ieri in libreria ho visto un libro che insegna a ricorrere contro le multe, anche se giuste!
Finiremo come l’Impero Romano d’Occidente, travolti da orde barbariche che ci faranno il culo, come meritiamo ampiamente!
Un saluto carico di tristezza e rabbia.
PS D’accordo pienamente con quanto scrivi!
Massimo
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Caro Anto, volevo solo fare un piccolo appunto alla tua riflessione…,quando parli che negli ultimi anni i reati sono diminuiti…io penso che non sia cosi,anzi sono aumentati…se le statistiche dicono che sono diminuiti è perchè molto spesso la gente non li denuncia,perche’ come dici tu non serve…il sistema è marcio dall’interno!!!