“Ovunque ci siano un cuore e una mente, i malanni del corpo si tingono delle loro particolarità”
(Nathaniel Hawthorne, La lettera scarlatta)
“I miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica. Ho quindi preso visione della situazione processuale ed ho potuto constatare che si tratta dell’ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportato da un Tribunale anch’esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria.”
(Silvio Berlusconi, I Lettera a Schifani)
C’erano una volta e ci sono ancora, bambini diversamente uguali agli altri.
All’asilo quell’anno erano in tre: quello con i lobi delle orecchie giganti che gli scendevano fin sulle spalle; quello con la testa a dirigibile e quello con quattro braccia. I bambini parevano non accorgersi della loro differente eguaglianza.
Quando arrivarono all’età dell’esplosione ormonale, quello con i lobi delle orecchie giganti e quello con la testa a dirigibile diventarono, come facilmente prevedibile, il bersaglio preferito dei bulli. Quello con quattro braccia no. Avendo quattro braccia, tra loro indipendenti e perfettamente funzionanti, menava come solo un dio poteva farlo. E poi gli riuscivano sempre perfettamente quei fantastici scherzi del tipo:
- Che cos’hai qui? – indicando la maglietta del malcapitato. Quello abbassava la testa e lui giù tre schiaffi con tre mani.
Oppure quello che con una mano fingeva di dare un colpo “basso” e, con le altre, sempre tre schiaffi.
Ora, a noi non interessa che fine fecero quello dei lobi giganti e quello della testa aerostatica.
A noi interessa cosa fece quello con quattro braccia. Vero, bambini?
Un giorno ebbe un malessere. Trasportato all’ospedale, fu trasferito ad una clinica a Milano. Il medico che lo visitò giunse alla conclusione fulmineamente: le braccia dovevano essere amputate d’urgenza o sarebbe deceduto in poco tempo. Non una, non due, bensì tutte e quattro le braccia!
I genitori non tentennarono. Ma il ragazzo senza braccia non sapeva cosa lo attendeva al ritorno a scuola… la notizia della perdita dei quattro arti si sparse velocemente nella scuola. Un’orda di barbari ragazzini inferociti lo attese dopo la campanella dell’uscita e lo massacrò di botte. C’erano proprio tutti, assistevano inermi solo quello con i lobi giganti (ora pieni di orecchini) e quello con la testa a dirigibile (con un cappello fatto su misura).
Pochi anni dopo, il medico che lo visitò fu arrestato dopo alcune intercettazioni.
Passò poco tempo e non fu più possibile intercettare nessuno.
E poco tempo dopo furono sospesi i processi penali, ma questa è tutta un’altra storia…

Nell’immagine, un autoritratto del ragazzo con quattro braccia (non ha neanche gli occhi e la bocca, che figata!)















