“La vita ed i sogni sono fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare”
(Arthur Schopenhauer)
“I sogni non svaniscono, finché le persone non li abbandonano”
(Capitan Harlock)
“Se potessi ti comprerei una casa grande enorme capace di contenere la tua anima e la riempirei con tutti i tuoi sogni grandi e piccoli”
(David Grossman)
Dormo come un bambino. Il mio babbo ogni notte mi prende per mano e mi trascina nella stessa videoteca dove andavo venti anni fa. Oggi quella videoteca non c’è più e credo non ci sia più bisogno di attività commerciali del genere.
La videoteca è simile ma non è la stessa. Di notte quella videoteca diventa il mio personalissimo mercato di sogni.
Il mio babbo dice: “Che sogno vuoi stanotte?”
Io guardo le copertine e scelgo. Non so quale sia il motivo che mi spinge a scegliere un sogno piuttosto che un altro. Un incubo, un’avventura fantastica, un viaggio lontano, una chiacchierata tra amici, una sbronza, un amore, una morte, filosofate (o meglio, qualcosa che sembra non aver alcun senso apparente): forse un pensiero fisso della giornata, una qualche musica ascoltata, forse un’insana perversione, o forse solo la voglia di cambiare continuamente.
Il mio babbo e il mercante di sogni mi guardano spazientiti. Mi risento. Si,sto perdendo tempo ma ho sei anni e ne ho tutto il diritto.
E’ una notte da sogno autobiografico.
Comunico il titolo al mercante. Lui mi apre la porta dello sgabuzzino e mio babbo mi fa cenno di andare. Io lo saluto con la mano. Ormai non ho più paura, non ho più bisogno di essere accompagnato fin dentro.
Dietro la porta c’è una piccola scala di pietra che mi porta in un’altrettanto minuscola piazzetta dove pochi vecchi giocano a carte. Altre scalette ed un’altra piccola porta.
L’uomo dagli occhi storti mi aspetta. Mi fa cenno di accomodarmi. Non parla mai ma si vede che è alquanto stufo del suo lavoro. Monta la pizza e il sogno parte.
La mia vita, come forse è stata dai miei sei anni in poi, come forse l’avrei voluta io o come forse non l’avrei voluta. Alti e bassi continui. Una continua indecisione. Cosa fare della mia vita, dove andare, con chi andare. Cosa fare. Gli altri, me. Chi sono. Troppo per un povero bambino di sei anni. Peggio di un incubo. La vita, quella reale.
Mi giro verso l’uomo dagli occhi storti per dirgli di farla finita, che non mi piace. Posso cambiare, forse? Perfavore, ho ancora tempo per questo. Sono cose che devo ancora fare, ancora scegliere, ancora gestire. Perfavore, basta.
Lui non risponde. E allora metto le mani davanti agli occhi. Non basta. Stringo forte gli occhi e tappo le orecchie con i mignoli per qualche minuto.
Sembra non ci siano più rumori. Apro gli occhi e sono in macchina. Ero partito da qui per andare al mercato di sogni. Ora non ho più voglia di dormire. La radio è ancora accesa e passa Daniele Silvestri. Luci spente, spero nessun problema con la batteria. Tu sei ancora lì che dormi sulle mie gambe come una bambina di sei anni. Ogni tanto bofonchi qualcosa. Chissà che sogno ti avrà rifilato il tuo mercante di sogni. Se ti sei fatta convincere o se l’hai scelto tu.
Non ho voglia di svegliarti. Ti lascerò dormire ancora qualche minuto, qualche ora. Ti sfioro distrattamente e cerco di ascoltare il respiro di quella bambina che non c’è più. Domani ti sveglierai ed andrai via per l’ennesima volta ed io chissà dove andrò. Chissà che fine faremo, nella vita come nei sogni.
Chissà cosa farò. Per il momento sto bene così. Tu dormi, io torno un attimo dal mio mercante di sogni, ho avuto un’idea per questa notte.
Ci vediamo domani. Ci pensiamo domani.

bello scorcio di luna piena..
ciao peter pan, te la fai mò…
Partiamo dai dati positivi:
1. Una donna è lì con te
2. Hai ancora la forza di sognare
3. In radio passa una canzone di Daniele Silvestri
Direi che è abbastanza per sentirsi bene, almeno per una notte! Al giorno dopo ci penseremo quando sarà l’alba!
Ciao, Massimo
la libertà di sognare non ha età, e a volte ci è dato di sognare anche ad occhi aperti…. continua a sognare!