Riparata la zucca
sotto un ombrello
di scuse coperte
da fiori che gocciano
l’acqua che scivola
sul tuo cappotto
liso dagli anni
nelle tasche
trovi un bic
arancio
dei suoi vent’anni
e pensi che forse
è il momento
di una canna
per rilassare
il testone
di uno che
senza sminuirsi
può dire che
mentre il mondo
girava l’angolo
è rimasto all’incrocio
intento a costruire
con la mente
e a distruggere
con il cuore
la felicità
sua e degli altri
in istanti
velocissimi
che si sono susseguiti
ripetendosi
senza riproporsi mai
nell’utilità di chi
non pensa più
che sia vero
che un tempo
sarebbe bastato
un niente
per sorridere
nell’inutilità
del terzino
che una volta
attacca senza coprire
e un’altra
difende senza spingere
perchè non ha mai
abbastanza mente
e non ha avuto mai
neanche abbastanza cuore.
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Now playing: Roberto Vecchioni – Il tuo culo e il tuo cuore
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