spacciando porcherie per meraviglie
arriverà il giorno che ti fermeranno
e come una vecchia vicino il porto di bari
a vendere sigarette di contrabbando
ti accorgerai di non avere più il fiato
per sfuggirgli ancora
la sentirai strusciare di nuovo
nei solchi di un vinile stuprato
dalla fame di ascoltare ed essere ascoltato
albero che non sa sfuggire al rasoio
ascolta
poi tornerà il momento di esser giovani
saranno le dieci passate e te ne starai fermo
appoggiato ad un palo ad ascoltare
le tue ossa raccolte dal vento
la polvere della strada aggrediva gli occhi
ad umbertide più che a valmontone
eppure suonavi la stessa musichetta
era forse la lontananza da casa
e quel tempo che sembrava non passare mai
e un giorno saprai che esiste sempre un bar
al centro di un paese sulla costa verde
che vende frittelle di pesce da cinquant’anni
per non svendersi l’anima
chilometri di costa senza esseri umani
non conoscerai l’odore dell’asfalto
che va da un capo all’altro del mondo nuovo
ma perchè dovrebbe essere poi così diverso
passerà ancora un fado
una sigaretta che risponde a una chitarra
nuvole di fumo arroganti
scuse servite su un piatto d’argento
accuse di una bellezza che vola via
fino a che non resterà niente
come un affascinante tecnico del suono
nei titoli di coda di un grande classico
del cinema muto
