sai che adesso non racconto più storie?
e quando mi sento solo vago per Roma e non parlo
prendo una birra ad un bar e fingo di aspettare qualcuno
osservo le genti ascolto quel che dicono
invento le loro vite le loro gioie le loro angosce
le loro scorie fino a farle quasi mie
riderne piangerne
ma ti dirò, mi interessa ancor di più osservare i palazzi
le finestre che si aprono mi guardano e si chiudono
quasi che siano lì per me ad aspettarmi
quasi che sia io il centro del mondo che va avanti
e negozi e locali che chiudono ogni giorno
ne aprono poi di nuovi e allora entro e guardo
e dico lì una volta c’era un divano
ricordo che c’eravamo stati insieme
ma non c’è alcuna emozione che risale
solo un ricordo che mi muore dentro
lo guardo con distacco e sto a pensare
che questo giorno passa un poco a stento
ma tira un po’ di vento
e allora riparto a vagare ancora
purtroppo non ho più vuoti da riempire
e tu chissà se sei ancora quella che eri
chi ha preso il mio posto dove e quando
ma scusami non ho rimpianti nè tempo per pensare
abbiamo abbastanza vita da spendere ancora
le spalle coperte da storie diverse
un’altra donna sul cuscino
che chiede un caffè al mattino
e non storie da raccontare
e ancora quel caldo che pare non andar via
poi quella pioggia che arriva un po’ all’improvviso
penso a quei racconti che non riesco a scrivere
provo a custodire i ricordi per non sbagliare
per non dimenticare dove si muore e non tornarci più