la strada che corre qui da sotto casa
non sarà mai quella della pennsylvania station
ed io non attraverserò mai di nuovo
l’oceano che stralciò per primo il navigatore
che non sapeva dove sarebbe finito il mondo
immaginandolo più triste e molto più ristretto
ho ancora una bottiglia di cirò davanti
sono passati due anni e alla fine detesto
di trovarmi ancora qui e muammar è morto
allah non è più grande il dio vive
e giovanni lindo è adesso il suo profeta
ma in fondo a noi cosa ci frega
avrei fatto lo stesso del pelato
falsi miti guasconi e un po’ perversi
ci tocca solo ciò che non viviamo
e quello che tocchiamo un poco a pezzi
come la storia di chi non è mai stato
delle parole che scivolano di lato
di chi attacca il popolo per non toccare il governo
per avere un po’ di gioia effimera
così sul momento senza intaccar l’eterno
quello che abbiamo perso e non saremo
quello che siamo e quello che dobbiamo
a chi ti trova un poco ritardato
perchè provi a sentirlo per un momento
quell’animo che ti sbatte dal culo in testa
e credimi non sei la prima ci sono anch’io
a perdermi il pensiero dentro ad una festa
e scusami perchè sono io da lapidare
se non riesco a dire mai quello che penso
se uso le parole come bombardieri
se mi cospargo adesso d’incenso
e non so tornare a quel che era
ieri
Ma poi penso che, in fondo, se al mondo si può creare qualcosa come questo. Sì, al mondo deve esserci qualcosa di buono.