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Archivio per la categoria ‘Politica’

LE SENS DU RIDICULE

Dicembre 4, 2008 sbloggato 3 commenti

“Mio Dio, credi che farmi fare un pompino da una tettona ventiseienne sia stato un piacere per me?”
(Woody Allen, “Harry a pezzi”)

IO MI SFILO

Ottobre 28, 2008 sbloggato 1 commento

Se la scuola fosse più efficace, la televisione non sarebbe tanto potente (John Condry)

Credo che andare a sfilare e manifestare oggi contro il governo Berlusconi, visto il risultato delle elezioni di meno di un anno fa, sia come diventare omofobi dopo aver sfilato al Gaypride nudi e chinati in avanti.

Non dico di non esser preoccupato, ma il futuro ce lo scegliamo noi e l’abbiamo scelto in modo abbastanza definitivo. Guardando a ritroso, non si doveva forse protestare contro il proliferare di università, corsi e facoltà che formavano sempre più dottori di livello infimo e senza futuro? Dove erano i rettori all’epoca? Dove eravamo noi quando ci propinavano tutte quelle riforme che dovevano uniformarci agli atenei europei? E dove quando abbiamo scoperto che una laurea triennale all’estero vale meno che zero e in molti Paesi non permette neanche un’iscrizione ad un corso di specializzazione? E dove quando le riforme per comodità non venivano seguite e i 24 esami in 5 anni diventavano 26 in 3 e poi 32 in 5 etc? E perchè i capi delle proteste sono gli stessi di dieci anni fa? Perchè sono ancora lì, ancora loro? E perchè questo proliferare di dottori? Non è forse un problema di scarsa selezione e di faciloneria nei giudizi? Non è forse un problema di scarsa formazione? Che fine farà questo Paese? Che fine faremo noi?

Guardando ad oggi, i nostri percorsi di formazione culturale e al lavoro non possono essere certo considerati d’eccellenza. Le università oggi non preparano al mondo lavorativo nè assicurano una preparazione impeccabile, alla rincorsa l’una dell’altra verso un livello più basso ed una distribuzione di massa di titoli ed onori. Se un taglio deve esserci, deve esserci verso tutte quelle università e quelle facoltà e quei corsi che servono meno di niente ai dottori del domani (e servono molto ai nuovi docenti). Se un taglio deve esserci, deve esserci per finanziare la ricerca e la crescita delle università e delle scuole italiane. Se un taglio deve esserci non deve essere certo indiscriminato. Se un taglio deve esserci deve essere un taglio netto con gli ultimi venti anni di politiche sulla scuola e sull’università che hanno dato titoli a tutti noi che non meriteremmo altro titolo che quello di “coglioni”.

LO STRANO CASO DI DOTTOR WALTER E MISTER CIALTRONI

Ottobre 27, 2008 sbloggato Lascia un commento

Ma l’intrinseco dualismo delle mie intenzioni gravava su di me come una maledizione, e mentre i miei propositi di pentimento cominciavano a perdere mordente, la parte peggiore di me, così a lungo appagata, e di recente messa alla catena, prese a ringhiare. (…) e come accade a chi persegue vizi privati, alla fine cedetti agli assalti delle tentazioni. (…) e questa breve condiscendenza al male che avevo in me finì per distruggere l’equilibrio della mia anima (Robert Louis Stevenson, Lo strano caso del dottor Jeckyll e del Signor Hyde)

Da Repubblica.it , 31 ottobre 2007 – tutto da guadagnare

Veltroni. Il sindaco di Roma ha parlato di “un vero, autentico orrore” e ha aggiunto che “si tratta di un’espressione di violenza che da qualche mese ha cominciato a manifestarsi in questa città e che testimonia che c’è stato un cambiamento di clima”.

“Non ci si può girare intorno – ha ribadito il leader del Pd – la sicurezza è una grande questione nazionale che chiama in causa iniziative d’urgenza sul piano legislativo: i prefetti devono poter espellere i cittadini comunitari che hanno commesso reati contro cose e persone”. Su questi temi Veltroni ha incontrato al Viminale il ministro dell’Interno Amato e il prefetto di Roma Carlo Mosca.

“Credo che l’Italia debba porre la questione” riguardo ai flussi migratori provenienti dalla Romania “in sede europea: è un problema di natura politica. Ritengo che l’Europa debba chiamare in causa le autorità romene”, ha detto il sindaco di Roma. “Se si sta in Europa – ha aggiunto determinato – bisogna starci a certe regole: la prima non può essere quella di aprire i boccaporti e mandare migliaia di persone da un Paese europeo all’altro”. Infine Veltroni ha ricordato che “prima dell’ingresso della Romania nell’Unione europea, Roma era la città più sicura del mondo”.

Il sindaco ha citato gli episodi di criminalità. Da quello del “ciclista ucciso all’aggressione al regista Tornatore, a una consigliera municipale, alla violenza sessuale verso una ragazza e questo episodio orrendo. In questa città da diversi mesi c’è un arrivo di persone che vengono da Paesi comunitari. Non si tratta di immigrati che vengono qui per ‘campare’, ma di un’altra tipologia di immigrazione che ha come sua caratteristica la criminalità”. Veltroni ha precisato di non fare “generalizzazioni verso un singolo Paese”, ricordando tuttavia che “il 75% di arresti effettuati l’anno scorso hanno riguardato i romeni.”

Dal discorso al Circo Massimo, 25 ottobre 2008 – più niente da perdere

Alle mie spalle, la vedete, c’è una bellissima frase di di Vittorio Foa: “pensare agli altri, oltre che a se stessi, e pensare al futuro, oltre che al presente”.

Valgono, queste parole, per l’ambiente. E valgono per il drammatico corto circuito che nella nostra società si sta creando per colpa di un’equazione tanto ingiusta quanto sbagliata: più immigrazione uguale insicurezza, straniero uguale estraneo, diverso, “altro” da sé, minaccia per il proprio territorio, la propria casa, la propria incolumità. E quindi nemico da allontanare, da respingere, da cacciare.

Non ci stancheremo mai di ripeterlo e mai di fare di tutto per rendere concreto questo principio: la sicurezza è un diritto fondamentale di ogni cittadino. Chiunque lo colpisce va perseguito, qualunque sia la sua nazionalità. E basta con la vergogna di troppi delinquenti, non importa se italiani o stranieri, arrestati dalla polizia e poi scarcerati dopo pochi giorni, o di condannati che evitano il carcere grazie a una serie infinita di premi e benefici.

Però quell’equazione no, non si può fare. Non si può negare uno dei fondamenti della nostra civiltà: sono gli individui che commettono un crimine che vanno puniti. Mai i gruppi, mai le comunità etniche, sociali o religiose.

La madre del razzismo è la paura. Il problema è che ad alimentarla c’è anche l’uso politico dell’immigrazione. Il massimo dell’ipocrisia in chi, come il governo, dovrebbe avere l’onestà di dire che da quando ci sono loro gli sbarchi sono raddoppiati, le espulsioni sono ferme e si sta creando una nuova bolla di clandestinità.

La paura, ha detto bene Ilvo Diamanti, “paga”. In termini elettorali e di consenso, almeno nell’immediato. “Per contrastare il razzismo”, ha scritto ancora Diamanti, “si dovrebbe combattere la paura. Invece viene lasciata crescere in modo incontrollato. E molti, troppi, la coltivano, questa pianta dai frutti avvelenati che cresce nel giardino di casa nostra”.

Molti, troppi episodi si sono verificati negli ultimi mesi, nelle ultime settimane. Di quasi tutti si è detto “il razzismo non c’entra”. Ma non è razzismo l’assassinio di Abdoul, ucciso per una scatola di biscotti al grido di “sporco negro”? Non ci sono l’ignoranza, l’estraneità e l’ostilità verso “l’altro” dietro l’aggressione di un ragazzo cinese alla fermata di un autobus? Non dobbiamo pensare che ci sia razzismo dietro il fermo violento da parte dei vigili e il pestaggio di Emanuel? Dietro quel negargli persino il cognome?

E c’è un episodio che mi ha colpito particolarmente. In una scuola di una provincia italiana i bambini avevano disegnato, insieme alle loro maestre, delle sagome da mettere vicino alle strisce pedonali per dire agli automobilisti di rallentare. Queste sagome ritraevano loro. Erano bambini e bambine. Erano di colori diversi. Qualcuno deve aver pensato che c’era qualcosa di sbagliato nel fatto che ci fossero ritratti di bambini neri e di bambini bianchi insieme, e ha pensato di andare, di notte, a sbiancare con la vernice le sagome scure. Razzismo strisciante, vigliaccheria e pretesa di insegnare la propria aberrante idea di ciò che è giusto: il peggio del peggio riunito in un solo gesto.

Ecco qualcosa di fronte al quale noi non siamo e non saremo mai indifferenti. Qualcosa che noi combattiamo e combatteremo sempre.

L’Italia non è non sarà mai un Paese razzista.

DUE PESI DUE MISURE

Giugno 24, 2008 sbloggato 2 commenti

“Più che in ogni altra epoca storica, l’umanità si trova a un bivio. Una strada porta alla disperazione e allo sconforto più assoluto. L’altra alla totale estinzione. Preghiamo il cielo che ci dia la saggezza di fare la scelta esatta”
(Woody Allen)

Saddam Hussein

Robert Mugabe

L’ALLEGRO MONDO DI WALTER

Giugno 20, 2008 sbloggato Lascia un commento

“Prima di tutto, a creare Puffetta non è stato Grande Puffo, ma Gargamella. L’ha mandata dai Puffi come sua spia perché aveva intenzione di distruggere il villaggio, ma la “contagiosa bontà” della loro vita l’ha trasformata per sempre! Quanto all’ammucchiata stratosferica tra loro è…È irrealizzabile! I Puffi sono asessuati, non hanno neanche un organo riproduttivo sotto quei pantaloncini bianchi! Per questo è così illogico essere uno dei Puffi, perché…Che cazzo vivi a fare, se non hai il pisello?!” (Donnie Darko, dall’omonimo film)

Nell’immagine, il Presidente del Consiglio del Governo ombra parla al suo popolo durante la manifestazione di ottobre contro il governo Berlusconi (per approfondimenti: 12).