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Archivio per la categoria ‘Poesie’

APPUNTI – AL MERCATO DELL’ESISTENZA

Dicembre 29, 2009 sbloggato Lascia un commento

Frugando le tasche
di vecchi jeans
alla ricerca
di briciole
di sogni
ancora da spendere
al mercato
dell’esistenza
dove loschi figuri
hanno preso il potere
con frasi fatte
e finti pensieri
rifilandoti
la brutta copia
di quel che vuoi
in cambio di te
e della tua essenza più reale
la tua speranza
no, non è avanzato niente
la legge del mercato
è sempre più avanti di te
sempre più importante
sempre più imponente
se non hai più sogni
da offrire
sei fuori fratello
se non li hai congelati
ed ora puzzano
sono cazzi tuoi
puoi ferirti la testa
o le braccia
non ci sarà nessuno
a soccorrerti
soccorriti da solo
fratello
c’è sempre qualcuno
che sa spendersi
meglio di te
ehi Lou
aspettami di sotto
scendo
vengo assieme a te
a farmi un giro
sul lato selvaggio
(e intanto
ragazze nere fanno:
du du-du du-du duddudu
ddu du du du-du)

APPUNTI – OGNI GIORNO

Dicembre 29, 2009 sbloggato Lascia un commento

Ogni giorno
mi sveglio
busso alla mia porta
per vedere se sono dentro
fischietto
attendendo una risposta
ogni giorno
salgo in macchina
accesa
esco dal finestrino
a folle in discesa
e poi mi guardo
ringranare la marcia
e andarmene via
ogni giorno
ti lascio un posto
quello vicino al mio
pensando che forse
potrò cederti quanto ho
per non saperne più
di poesia, musica
Hitchcock, Allen
letteratura americana
per liberare la mente
mettermi a dipingere
e poi
come ogni giorno
andare a letto
sperando di ritrovarmi
dentro casa
quando la mattina dopo
busserò alla mia porta
e casomai
come in un film americano
di scarso spessore
trovare un giornale
sullo zerbino
che mi dice che oggi
è il ventinove
dicembre
duemilasette.

APPUNTI – SOS

Dicembre 22, 2009 sbloggato Lascia un commento

I compatimenti
non petiti
e non concessi
i compiacimenti
quella parte
che non cessi
di ammirare
di te stesso
quella vita
che non è
come vorresti
adesso
non fai pace
con te stesso
il cervello
rulla rolla
spera e incanta
svicola a destra
spremi mungi
e piangi
e ti chiedi
cosa resta
inchiodato
a una finestra
a guardare
chi sa vivere
senza dover mai
farsi perdonare
l’errore
di non saper vivere
di buonumore
paure che ingabbiano
il corpo e la mente
e perverso
poi godere
di essere soli
in mezzo a tanta gente.

Categories: Appunti, Poesie Tag:,

APPUNTI – IL CUORE DI UN FABBRO

Dicembre 17, 2009 sbloggato Lascia un commento

Affittai il mio cuore
ad un fabbro
tempo fa, quando questo
era stato distrutto
da una vita imprevista
e lui, il fabbro
si obbligò con me
a restituirmelo sano
e poi levare il disturbo.

Viso scuro
forgiò e saldò
parole ed emozioni
dotandomi di un cuore
ben fatto, perfetto.

Quando gli chiesi
di sloggiare
ei oppose un rifiuto
e forte del fuoco caldo
della rabbia
e della vendetta
prese a martellare
e curvare a suo piacimento
con un gioco perverso
che mi privava a tratti
dell’uomo che non ero
e che tanto piaceva
nascondendolo
distruggendo me
e qualsiasi essere vivente
osasse avvicinarsi.

Stanco di essere ostaggio
del cuore di un fabbro
smisi le pantofole
indossando un paio di scarpe
senza smettere le vesti
di saltimbanco
e mi presentai sui miei piedi
di fronte al dio dell’amore
che mi chiese
“perchè l’hai fatto?
per successo? soldi?
potere? denaro?
donne? ambizione?”
e io non seppi rispondere
perchè la scusa del fabbro
che dimorava nel mio cuore
era quanto di più stupido
la mia mente era riuscita a partorire
per giustificare i pesi
alternatisi nel tempo
e mai scrollati
per un gioco perverso
di distruzione
di un’animo di marmo.

Con la schiena curvata
scaricai i pesi dalla schiena
ma egli non mi lasciò entrare
e intanto anche il fabbro
scappava dal mio terremotato cuore.

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Now playing: Eels – Your Lucky Day in Hell
via FoxyTunes

APPUNTI – L’INUTILITA’ DEL TERZINO

Dicembre 17, 2009 sbloggato Lascia un commento

Riparata la zucca
sotto un ombrello
di scuse coperte
da fiori che gocciano
l’acqua che scivola
sul tuo cappotto
liso dagli anni
nelle tasche
trovi un bic
arancio
dei suoi vent’anni
e pensi che forse
è il momento
di una canna
per rilassare
il testone
di uno che
senza sminuirsi
può dire che
mentre il mondo
girava l’angolo
è rimasto all’incrocio
intento a costruire
con la mente
e a distruggere
con il cuore
la felicità
sua e degli altri
in istanti
velocissimi
che si sono susseguiti
ripetendosi
senza riproporsi mai
nell’utilità di chi
non pensa più
che sia vero
che un tempo
sarebbe bastato
un niente
per sorridere
nell’inutilità
del terzino
che una volta
attacca senza coprire
e un’altra
difende senza spingere
perchè non ha mai
abbastanza mente
e non ha avuto mai
neanche abbastanza cuore.

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Now playing: Roberto Vecchioni – Il tuo culo e il tuo cuore
via FoxyTunes