Si vuole elencare e tratteggiare qui di seguito i tipici modelli sociali dell’ambiente ciociaro. Essendo la dinamica sociale in continua evoluzione, questi vanno presi per ciò che sono: modelli, appunto.
–IL VILLANO (DI NOME)–
Il nome villano indica gli abitanti della campagna. Termine utilizzato in modo dispregiativo, nonostante spesso abbiano origini ciociare pure, questi soventemente hanno qualità positive da vendere quali la schiettezza, la semplicità e la bontà d’animo. I vecchi sono perlopiù ignoranti, i giovani di frequente conseguono ottimi risultati nello studio animati da volontà di riscatto, pur essendo osteggiati durante la carriera scolastica da professori provenienti dall’area cittadina. Quando non conseguono ottimi risultati nello studio si danno al lavoro in giovane età, cosa che accade assai poco di frequente nelle altre classi sociali.
–IL VILLANO (DI FATTO)–
Il villano di fatto può abitare in ogni zona della città, centro o campagna. Disprezza ogni regola sociale, urla senza motivo. La sua condizione non è legata nè a fattori sociali nè economici nè culturali. E’ la feccia della società ciociara. Spesso il villano di fatto è anche un villano arricchito.
–IL VILLANO ARRICCHITO–
Il villano arricchito è quel villano che, ignorante come una bestia, fatti propri i soldi accumulati faticosamente dai propri genitori, si adagia su questi e, solitamente, mette su un’attività imprenditoriale senza avere idea di cosa essa sia. L’importante, per il villano arricchito, è mostrare. Studi attenti dimostrano che il villano arricchito tende a costruirsi ville gigantesche in zone isolate e ad acquistare automobili larghe tre volte la strada della propria casa. Osservando attentamente le automobili del villano arricchito potrete notare, infatti, graffi di rovi sugli sportelli.
–L’ABITANTE DEL CENTRO–
Per l’abitante del centro, il centro cittadino è centro del mondo. Grande passeggiatore, non viene assolutamente toccato dalla globalizzazione e tende a rapportare ogni avvenimento, anche di livello internazionale, ad eventi di minuscola importanza che hanno toccato il proprio paese.
–IL NOBILE–
La noblesse d’epée e quella de robe ciociara guarda dall’alto in basso il suo concittadino. Quest’ultimo li riverisce davanti e li pugnala alle spalle. I nobili tendono a non uscire mai dalla propria zona d’influenza perchè, al di fuori di questa, sarebbero nulla. E’ infatti ben noto che nessun ciociaro è mai contato niente al di fuori della propria terra.
–L’ALTERNATIVO–
Gli alternativi ciociari sono i più influenzati dalla globalizzazione. Sposano mode senza alcuna ragione se non quella di essere “unici”. Al di fuori della ciociaria, a contatto con i movimenti di cui si dichiarano seguaci in patria, capiscono di essere il niente ma non demordono (v.sopra: nessun ciociaro è mai contato niente al di fuori della propria terra). Vale lo stesso discorso fatto in precedenza per il villano arricchito: l’importante è mostrare.
–IL GIOVIN SIGNORE–
Il giovin signore ciociaro ha tra i venticinque e i quarant’anni. Solitamente è disoccupato e si autodefinisce “studente” (o si giustifica: non c’è lavoro). Vive a casa con i propri genitori e va in giro in cerca di compagnia. I propri sogni li ammazza quasi al principio e, una volta morti, vuole uccidere quelli degli altri. Spesso cerca ragazze molto più giovani di lui – preferibilmente di campagna ed in età scolare – per mostrarsi uomo e potersi accoppiare. Altrettanto spesso, stretto da una vita che non poteva fare per lui, comincia ad ammirare modelli negativi e si getta nella droga, nell’alcolismo o nel gioco d’azzardo, uniche alternative al lavoro in una terra priva di svago.
–I GIOVANI–
I giovani ciociari non hanno un futuro, sono nati morti. Pace all’anima loro.