CIOCIARIA PARANOICA VOL. III – ARCHETIPI SOCIALI

Si vuole elencare e tratteggiare qui di seguito i tipici modelli sociali dell’ambiente ciociaro. Essendo la dinamica sociale in continua evoluzione, questi vanno presi per ciò che sono: modelli, appunto.

–IL VILLANO (DI NOME)–

Il nome villano indica gli abitanti della campagna. Termine utilizzato in modo dispregiativo, nonostante spesso abbiano origini ciociare pure, questi soventemente hanno qualità positive da vendere quali la schiettezza, la semplicità e la bontà d’animo. I vecchi sono perlopiù ignoranti, i giovani di frequente conseguono ottimi risultati nello studio animati da volontà di riscatto, pur essendo osteggiati durante la carriera scolastica da professori provenienti dall’area cittadina. Quando non conseguono ottimi risultati nello studio si danno al lavoro in giovane età, cosa che accade assai poco di frequente nelle altre classi sociali.

–IL VILLANO (DI FATTO)–

Il villano di fatto può abitare in ogni zona della città, centro o campagna. Disprezza ogni regola sociale, urla senza motivo. La sua condizione non è legata nè a fattori sociali nè economici nè culturali. E’ la feccia della società ciociara. Spesso il villano di fatto è anche un villano arricchito.

–IL VILLANO ARRICCHITO–

Il villano arricchito è quel villano che, ignorante come una bestia, fatti propri i soldi accumulati faticosamente dai propri genitori, si adagia su questi e, solitamente, mette su un’attività imprenditoriale senza avere idea di cosa essa sia. L’importante, per il villano arricchito, è mostrare. Studi attenti dimostrano che il villano arricchito tende a costruirsi ville gigantesche in zone isolate e ad acquistare automobili larghe tre volte la strada della propria casa. Osservando attentamente le automobili del villano arricchito potrete notare, infatti, graffi di rovi sugli sportelli.

–L’ABITANTE DEL CENTRO–

Per l’abitante del centro, il centro cittadino è centro del mondo. Grande passeggiatore, non viene assolutamente toccato dalla globalizzazione e tende a rapportare ogni avvenimento, anche di livello internazionale, ad eventi di minuscola importanza che hanno toccato il proprio paese.

–IL NOBILE–

La noblesse d’epée e quella de robe ciociara guarda dall’alto in basso il suo concittadino. Quest’ultimo li riverisce davanti e li pugnala alle spalle. I nobili tendono a non uscire mai dalla propria zona d’influenza perchè, al di fuori di questa, sarebbero nulla. E’ infatti ben noto che nessun ciociaro è mai contato niente al di fuori della propria terra.

–L’ALTERNATIVO–

Gli alternativi ciociari sono i più influenzati dalla globalizzazione. Sposano mode senza alcuna ragione se non quella di essere “unici”. Al di fuori della ciociaria, a contatto con i movimenti di cui si dichiarano seguaci in patria, capiscono di essere il niente ma non demordono (v.sopra: nessun ciociaro è mai contato niente al di fuori della propria terra). Vale lo stesso discorso fatto in precedenza per il villano arricchito: l’importante è mostrare.

–IL GIOVIN SIGNORE–

Il giovin signore ciociaro ha tra i venticinque e i quarant’anni. Solitamente è disoccupato e si autodefinisce “studente” (o si giustifica: non c’è lavoro). Vive a casa con i propri genitori e va in giro in cerca di compagnia. I propri sogni li ammazza quasi al principio e, una volta morti, vuole uccidere quelli degli altri. Spesso cerca ragazze molto più giovani di lui – preferibilmente di campagna ed in età scolare – per mostrarsi uomo e potersi accoppiare. Altrettanto spesso, stretto da una vita che non poteva fare per lui, comincia ad ammirare modelli negativi e si getta nella droga, nell’alcolismo o nel gioco d’azzardo, uniche alternative al lavoro in una terra priva di svago.

–I GIOVANI–

I giovani ciociari non hanno un futuro, sono nati morti. Pace all’anima loro.

CIOCIARIA PARANOICA VOL. II – STUDI ANATOMICI ED ANTROPOLOGICI

Il ciociaro discende dall’antico homo hernicus, abitante della zona già circa cinquecentomila anni fa. Purtroppo poche tracce di questo esemplare di ominide e della sua colta lingua sono giunte fino a noi.

Ad un certo punto, non meglio precisato, nell’evoluzione dell’homo ernicus, questo si distinse in due sottospecie: il ciociaro dagli zigomi pronunciati e le guance rosse; il ciociaro dalla testa quadrata.

Studi antropologici di matrice lombrosiana, condotti da una seria equipe d’esperti, affermano che nelle caratteristiche anatomiche dell’indigeno ciociaro sono già inscritte le sue attitudini. Il ciociaro dagli zigomi pronunciati e le guance rosse sarà maggiormente portato alla vita agreste; il ciociaro dalla testa quadrata, invece, si dedicherà principalmente all’arte della costruzione.

C’è da dire, tuttavia, che la costruzione di infrastrutture e l’immigrazione hanno portato ad una sensibile diminuzione degli individui facenti parte della razza ciociara pura. Accoppiandosi con uomini di altre specie, il ciociaro ha nel tempo mescolato fattezze ed attitudini originarie con altre esogene.

Una nota particolare, dal punto di vista anatomico, meritano le donne ciociare. Esse, infatti, sono brutte e si distinguono in due sottospecie: matrone affette da gigantismo; nane con corpo da bambina e faccia da vecchia. Le belle donne ciociare sono poche e meticce.

CIOCIARIA PARANOICA VOL. I – PREMESSA E VALORI COMUNI

PREMESSA

Secondo l’anagrafe sono un ciociaro di prima generazione. Probabilmente, cinquant’anni fa, queste terre per gli emigranti del sud parevano un po’ il grande nord. Non credo ci volesse molto impegno ad acquisire potere in queste terre abbandonate dall’ingegno degli uomini (ma non da Dio e dal suo alfiere, Giulio Andreotti). E allora ci si stabiliva qui perchè, con un’istruzione minima, tra contadini e pecorari, si poteva essere qualcuno. Questa, ovviamente, è una ricostruzione assolutamente personale delle vicende che mi hanno portato ad essere un ciociaro a tutti gli effetti.

Quella che segue intende essere, invece, una guida per non avvezzi alla terra nella quale sono nato. In corsivo le mie riflessioni personali.

LA CIOCIARIA OGGI

Attualmente emigrare in Ciociaria equivale all’emigrare in Molise o in Basilicata (con tutto il rispetto per il Molise e la Basilicata). Ciociaro è termine utilizzato quale insulto a Roma e dintorni. La maggior parte degli italiani non saprebbe collocare questa terra su una cartina geografica.

Terra di ignavi, il tempo scorre un po’ come quei fiumi dall’acqua lagnante: quasi immobile ma in costante movimento; sembrano laghi, ti tuffi ma poi, senza nemmeno accorgertene, la corrente ti ha già portato via.

Questo luogo mi costa tristezza, inutile non ammetterlo. La mia generazione sta pagando lo scotto di quella precedente che non ha fatto niente per cambiare lo stato delle cose.

I VALORI COMUNI

Onore, patria e famiglia. Gli unici valori comuni tra tutti i ciociari, anche tra i  più progressisti. La faida come unico istituto per risolvere i contrasti, il campanile come unica ragione di vita, il ritorno all’ovile come fine ultimo di ogni percorso lavorativo o di studi.

–LA FAIDA–

Il diritto leso può essere fatto valere solamente attraverso l’uso della forza. E’ uso comune, infatti, non rivolgersi alla legge o alle forze dell’ordine per risolvere le controversie, ma alla persona più forte fisicamente. Questa, con un giudizio sommario, condannerà ad una pena, da lui stesso stabilita, il reo.

–IL CAMPANILE–

La città è il luogo in cui si riconoscono i ciociari. La città è il luogo dove tutti siamo uguali. E’ perciò dovere del ciociaro non accettare intromissioni da parte dello straniero nella vita cittadina o, quantomeno, portarlo coattivamente a vivere in tutto e per tutto usi e costumi del posto. Il ciociaro all’estero deve portare la sua terra con sé e vivere come fosse ciociaria. Un vero ciociaro, infatti, non mancherà, in serate conviviali con genti di altri luoghi, di raccontare risse o di esaltare la bontà dell’abbacchio e le bellezze della sua terra utilizzando riferimenti storici senza alcun fondamento.

–IL RITORNO ALL’OVILE–

Ogni ciociaro, costretto a lasciare la sua terra per questioni di studio o di lavoro, rincorrerà per tutta la vita il sogno di tornare a casa, riabbracciare la propria madre ed il proprio padre e vivere con loro per sempre felice e contento.