IGNOTO NUMERO 80 – LA NOIA

Una luce filtra attraversa la palpebra.

Nel frattempo, in una zona remota dell’emisfero nord, dove luce esterna non può arrivare, i giovani si stanno radunando in uno stanzone vuoto, a dare il benvenuto ad un gruppo musicale arruvato fin dall’estremo sud.

La musica parte. Un ritmo irresistibile. Scorrono fiumi di birra.

Se ne sta seduto in disparte un giovane, indaffarato con una penna ed uno schema da cruciverba vuoto. Tutti gli altri sono al centro della sala a tentare maldestramente passi di quella musica che non hanno mai ascoltato prima. Bevono birra. Ballano. Si divertono.

Urlano. Si toccano. Si stringono. Si abbracciano. Si baciano. Il ragazzo indaffarato con lo schema del cruciverba da riempire non riesce a concentrarsi. Mette una casella nera, poi un’altra, poi un’altra ancora. Poi si ferma un po’ a pensare.

Tra i ragazzi che ballano c’è anche il più giovane del paese. Qualcuno più vecchio di lui, per vedere l’effetto che fa, gli offre da bere. Il piccolo non disdegna e, dopo un po’, presenta sul volto una bella ciucca. Non riesce più a stare in piedi, crolla a terra. Gli altri continuano a ballare. Il ragazzo con lo schema del cruciverba ha posizionato altre caselle nere. Ancora nessuna parola, ancora nessuna definizione.

Sul palco si continua a suonare samba, sotto si continua a bere birra e a ballare, senza sosta. Tutti si muovono sempre più pesantemente. Qualcuno urla qualcosa ma il coinvolgimento è tale che non c’è nessuno lì ad ascoltarlo.

Irrompono i vecchi del villaggio all’interno della stanza, gli unici sopravvissuti alle grandi guerre degli ultimi anni. Ricordano di averne persi tanti in quel modo. L’hanno raccontato ai loro figli, ai loro nipoti. Niente da fare. Eccoli lì, tutti quanti, pronti a distruggersi da un momento all’altro. Impotenti, non fanno altro che osservare. Sono solo quattro. Gli altri – i giovani – sono cinquecento.

Il ragazzo con lo schema di cruciverba in mano sta ancora all’angolo ed ancora non ha posizionato una parola. Per la verità, ha annerito quasi tutte le caselle ed ora ne restano solo tre a disposizione.

I quattro vecchi, per non dover rivivere ancora una volta le tante tragedie vissute in passato, tornano a casa a riposare.

Arriva altra birra. Ancora altra birra. Ne piove a dirotto dal soffitto. Restano tutti a bocca aperta. E saltano, uno sull’altro. Poi si schiacciano. Urlano. Si ammazzano.

Neuroni fatti a pezzi e sparsi qua e là. Il ragazzo ancora in disparte, quello con lo schema da cruciverba in mano, trova la definizione per quelle tre caselle ancora da riempire “Sopravvissuti”. Uno. Solo lui.

Ora tutto tace. La luce filtra ancora attraverso la palpebra.

Tutto si può distruggere, tranne la noia.

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Now playing: Fundo de Quintal – Doce Refúgio / Caciqueando
via FoxyTunes

APPUNTI – COSE CHE HANNO DETTO SUL MIO CONTO

mi hanno detto che sono un intellettuale
ma sono soltanto uno che prova piacere
a stare tra gli ignoranti
mi hanno detto che sono da stimare
credetemi
sono solamente una persona
fin troppo severa con sè stessa
mi hanno detto che scrivo cose geniali
si sbagliano
sono un buffone di corte grafomane
se non lo fossi
non dovrei cercarmi un lavoro
mi hanno detto che sono una persona seria
niente di più sbagliato
sono un codardo
uno che ha paura di uscir fuori di strada
mi hanno detto che sono blasfemo
ma il loro dio mi stima
perchè sono il più cristiano tra i miscredenti
e ben più cristiano di loro
mi hanno detto che amavo una troia
probabilmente è l’unica cosa vera
che hanno detto sul mio conto

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Now playing: Roy Orbison – Only The Lonely
via FoxyTunes

APPUNTI – BERTOLASO, DOVE SEI?

Te ne stai seduto sugli scogli
in una baia piuttosto isolata
dove puoi startene da solo
tu, il cielo e il mare
a meditare sulla tua vita
su quello che sei e ciò che sarai

Ti accorgi che strada facendo
hai perso e ritrovato
tante, troppe cose
hai avuto più
di quel che ti dovevano
dovresti essere felice
in effetti sei felice

Prendi in mano un sasso rosa
e ricordi storie antiche
di rimpianti che non ci sono più
stringi gli occhi commosso
dal tempo che è passato
e che non sarà mai più

Nessuna possibilità
di vivere vite alternative
vite diverse
eppure sarebbe bello
viverle tutte
passarle, rivederle
scegliere di nuovo
poi tornare indietro
e scegliere ancora
diversamente

Riapri gli occhi
e il mare ti appare nero
come la prospettiva
di non poter avere
nuove possibilità
di non poter riavere
ciò che hai perso
chi l’ha detto che questa
è la migliore vita possibile?

Alzi gli occhi
e guardi un gabbiano
abbassarsi a pelo d’acqua
con una zampa
resta impigliato
nel mare nero
come il petrolio

Va a fondo
come il tuo umore

C’è una sola persona al mondo
cui puoi rivolgerti adesso

Urli “Bertolaso, dove sei?”

Nel frattempo
in un locale di lap-dance
si compra e si vende
la vita e la morte
e del tuo supereroe
nessuna traccia

APPUNTI – DEVI DIVENTARE COME LOU REED

Vado sui due pacchetti
ormai

andando avanti così
ne fumerò
quattro
alla soglia dei cinquanta
ma ho tempo
per rilassarmi
e per pensare

ad esempio
penso
che se un giorno
avessi un figlio
e questo venisse
da me
e mi dicesse
“papà
io voglio diventare
come te”
lo prenderei
a schiaffi
e gli direi
“no cazzone
tu devi
diventare
come Lou Reed”
e lui
scuoterebbe
il capo
si chiederebbe
chi diavolo
è questo
Lu Rid
e resterebbe
in silenzio
per paura
che il padre
che pensava
di diventare
Berlinguer
Prevert
Bukowski
e Lou Reed
tutti insieme
gli spacchi
in testa
la bottiglia
di Johnny Walker
vuota
poggiata
lì accanto

APPUNTI – PENSIERI DA SOTTO LE PALLE

Stai girando
in questa pinacoteca
da troppo tempo
ormai

Non li senti
quei pensieri
che ti fischiano
da sotto le palle
che ti avvertono
che son gonfie
e che stanno
per rompersi?

Non ti chiedi
se davvero
all’uscita
ti rimborseranno
i soldi
del biglietto?