Una luce filtra attraversa la palpebra.
Nel frattempo, in una zona remota dell’emisfero nord, dove luce esterna non può arrivare, i giovani si stanno radunando in uno stanzone vuoto, a dare il benvenuto ad un gruppo musicale arruvato fin dall’estremo sud.
La musica parte. Un ritmo irresistibile. Scorrono fiumi di birra.
Se ne sta seduto in disparte un giovane, indaffarato con una penna ed uno schema da cruciverba vuoto. Tutti gli altri sono al centro della sala a tentare maldestramente passi di quella musica che non hanno mai ascoltato prima. Bevono birra. Ballano. Si divertono.
Urlano. Si toccano. Si stringono. Si abbracciano. Si baciano. Il ragazzo indaffarato con lo schema del cruciverba da riempire non riesce a concentrarsi. Mette una casella nera, poi un’altra, poi un’altra ancora. Poi si ferma un po’ a pensare.
Tra i ragazzi che ballano c’è anche il più giovane del paese. Qualcuno più vecchio di lui, per vedere l’effetto che fa, gli offre da bere. Il piccolo non disdegna e, dopo un po’, presenta sul volto una bella ciucca. Non riesce più a stare in piedi, crolla a terra. Gli altri continuano a ballare. Il ragazzo con lo schema del cruciverba ha posizionato altre caselle nere. Ancora nessuna parola, ancora nessuna definizione.
Sul palco si continua a suonare samba, sotto si continua a bere birra e a ballare, senza sosta. Tutti si muovono sempre più pesantemente. Qualcuno urla qualcosa ma il coinvolgimento è tale che non c’è nessuno lì ad ascoltarlo.
Irrompono i vecchi del villaggio all’interno della stanza, gli unici sopravvissuti alle grandi guerre degli ultimi anni. Ricordano di averne persi tanti in quel modo. L’hanno raccontato ai loro figli, ai loro nipoti. Niente da fare. Eccoli lì, tutti quanti, pronti a distruggersi da un momento all’altro. Impotenti, non fanno altro che osservare. Sono solo quattro. Gli altri – i giovani – sono cinquecento.
Il ragazzo con lo schema di cruciverba in mano sta ancora all’angolo ed ancora non ha posizionato una parola. Per la verità, ha annerito quasi tutte le caselle ed ora ne restano solo tre a disposizione.
I quattro vecchi, per non dover rivivere ancora una volta le tante tragedie vissute in passato, tornano a casa a riposare.
Arriva altra birra. Ancora altra birra. Ne piove a dirotto dal soffitto. Restano tutti a bocca aperta. E saltano, uno sull’altro. Poi si schiacciano. Urlano. Si ammazzano.
Neuroni fatti a pezzi e sparsi qua e là. Il ragazzo ancora in disparte, quello con lo schema da cruciverba in mano, trova la definizione per quelle tre caselle ancora da riempire “Sopravvissuti”. Uno. Solo lui.
Ora tutto tace. La luce filtra ancora attraverso la palpebra.
Tutto si può distruggere, tranne la noia.
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