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LA REPUBBLICA POPOLARE DEI FUMATORI PRESUNTUOSI

Febbraio 20, 2008 sbloggato 3 commenti

Zio Gigi, mammooth grosso e lento, mi segnala un fantastico gioco. Si chiama NationStates. In pratica si può creare il proprio Stato, dirigerlo e fare proprie leggi, interagire con gli altri Stati e far parte delle Nazioni Unite.

La mia nazione eccola qui.

Cos’altro posso fare se non invitarvi a prender parte al gioco più lento (meglio, richiede meno tempo, dunque meno impegno!), meno grafico ed allo stesso tempo più entusiasmante degli ultimi venti anni??? Orsù! Ed unitevi alla nostra magica regione, la regione di Terronia. Insieme conquisteremo il mondo!!!

Update: Habemus Forum! All’interno del Forum della Regione di Terronia potrete leggere la vera storia della The People’s Republic of Conceited Smokers e del Nomadic People of Stinky Assess!

Anzi, la storia della Repubblica Popolare dei fumatori presuntuosi ve la pubblico qua sotto…

LA REPUBBLICA POPOLARE DEI FUMATORI PRESUNTUOSI – La vera storia

La Repubblica Popolare dei Fumatori Presuntuosi nasce nel 1959, due giorni dopo l’ascesa di Fidel Castro al potere a Cuba.
Il primo presidente della Repubblica Popolare, Mauro Mauri, ancora oggi venerato come un Dio nella nostra nazione, aveva preso parte alla “Gloriosa” rivoluzione cubana.
Dopo aver raggiunto la presidenza, Castro offrì un sigaro cubano a tutti i “revolucionarios”, da fumare in allegria per festeggiare la cacciata di Batista.
Mauri accese il suo sigaro, fece due tiri e si rivolse a Castro in tono minaccioso : “Cazz’è ’sta schifezza? Ma l’hai mai fumato un Toscano?!?”.
E il Che: “Mauro, cazzo dici? Questi so cubani… si incazzano…”.
E Mauri: “Dio can, io sono italiano, fumo i toscani, non ste merdate”.
E Castro: “Ma se è l’unica cosa che ci invidia tutto il mondo a parte il turismo sessuale (che verrà, vi dico… solo gli americani non ciuleranno più le nostre fanciulle…)”.
E Mauri: “Chi pensa che un cubano sia meglio di un toscano non può essere nostro presidente… non è un vero comunista! E questo volermi far fumare un cubano è illibertario, antiegualitario… insomma, non è equo e solidale!”.
E il Che: “Mauro, cazzo dici? Questi so cubani… non sono come noi… insomma, noi facciamo la guerra, loro fanno l’amore”.
E Mauri: “E no Dio can, io mi incazzo… A Ernè, e diglielo pure tu… insomma… io fumo ciò che è buono, non ciò che è imposto da uno stronzo”. “
E Castro: “Come mi hai chiamato?”.
“Stronzo, sissignore”.
E Il Che: “A Mauro, stai a caga fuori dal vasetto… questo ti manda in Bolivia e ti fa ammazza’…”.
“E chi cazzo ci va in Bolivia?”.
“Io”.
“Ah…”
Intervenne di nuovo Castro :”Mauri non me piaci per niente, sei un presuntuoso. Io sono il lider”.
“E io me ne vado e… e fonderò un Paese veramente comunista, equo e solidale, dove tutti lavorano per tutti, dove tutti hanno le stesse possibilità, dove tutti studieranno e diventeranno dottori, dove tutti saranno curati da loro stessi che hanno studiato e sono dottori, dove non si sa chi le costruisce le case e quindi se le costruiscono da soli… insomma, dove tutti fanno tutto e dopo aver fatto tutto si fumano un toscano”.
“E a scopa’?”
“Certo fanno anche quello”
E il Che si intromise di nuovo “E allora vengo con te, non ci vado in Bolivia…”
“No, tu vai lì ti ho detto”
“Ah si”
Riprese il discorso Mauri: “E poi in quel Paese che fonderò… tutti voteranno obbligatoriamente”
“Che cosa?”
“Tutto”
“Ma che cazzo di paese è? Sei solo un presuntuoso”
“E’ il paese dei Fumatori Presuntuosi, il mio paese!”
Due giorni dopo Mauri arrivò in Terronia dove trovò delle terre ancora inesplorate. Fondò il suo Stato ma non c’era nessuno (se non consideriamo quello strano animale
, da lui battezzato Bafs, che elesse a simbolo della nazione – una decisione ancora oggi contestata, visto che la bestia si moltiplica velocemente ed infesta tuttora qualsiasi angolo della Repubblica con il suo tipico odore di melanzana grigliata /che sarà buona, per carità, ma in eccesso da alla nausea… ). Ad ogni modo, l’Unione Sovietica decise di finanziarlo per non rischiare che il territorio cadesse in mano agli Stati Uniti. E per aiutarlo mandò 50000 fumatori incalliti prigionieri politici a popolare le sue terre e a lavorare per lui. Lo Stato sopravvisse all’Urss. Ancora oggi resta un esempio unico di comunismo realizzato. Tutti sono felici, nessuno è infelice. E non sono piccoli ometti blu, ma russi grandi e grossi in una terra da sogno ereditata da un grande uomo che non volette mai rinunciare alla sua più grande passione.

I MEDIOCRISTIANI

Gennaio 18, 2008 sbloggato 3 commenti

Laicità : l’atteggiamento con cui lo Stato garantisce la libertà di culto ai fedeli delle religioni e d’altra parte si riconosce la neutralità dello Stato democratico come uno strumento indispensabile per una convivenza plurale. Non viene però esclusa né una parziale sovrapposizione tra ambito statale e concezioni di origine religiosa né un intervento dello stato sui culti per ragioni di ordine pubblico.

Laicismo : atteggiamento più radicale, tale per cui lo Stato scivolerebbe da una perfetta equidistanza nei confronti di ogni posizione etica e/o credo religioso verso una visione – più o meno dichiarata – di negazione delle convinzioni religiose e delle correlate impostazioni etiche.

Questo secondo lo Zingarelli…

Stamattina stavo uscendo dalla biblioteca per andare a mangiare qualcosa. Accendo il cellulare e subito mi arriva la chiamata di un amico, compaesano, che lavora lontano.

“Compa’ sto a legge il giornale”

“Mbè?”

Il Giornale, proprio il Giornale, quello di Berlusconi”

“Mbè?”

“Dove stai?”

“A Roma”

“Dì a qualcuno che va in piazza a fare una foto… c’è scritto sul Giornale che hanno esposto la bandiera vaticana su al Comune”

Allora subito invio un messaggio ai “miei scagnozzi”, sperando che lo abbiano ricevuto.

Ho letto l’articolo del Giornale. Come avevo stigmatizzato il comportamento dei finti laici riguardo la “venuta” di Papa Ratzy alla Sapienza, non posso non stigmatizzare il comportamento della mia amministrazione.

Leggo : «Si tratta di una piccola ma significativa iniziativa – ha spiegato il sindaco Costantino Magliocca, di Forza Italia, a capo di una coalizione di centrodestra che alle ultime elezioni amministrative è riuscita a conquistare una delle “piazze” storicamente in mano al centrosinistra – per esprimere tangibilmente la nostra vicinanza e solidarietà al Pontefice. Abbiamo esposto il simbolo del Vaticano in piena coerenza con la tradizione religiosa, culturale e storica della nostra città e di tutta la Ciociaria, peraltro terra natale di Pontefici e dove i Papi soggiornarono anche per un lungo periodo, nella vicina Anagni».
Tra una chiamata urgente e l’altra per far nascere due bambini (il sindaco è apprezzato medico ginecologo presso l’ospedale San Benedetto di Alatri) così Magliocca continua a spiegare il senso della sua iniziativa: «Da cittadini, moderati e liberali, davanti all’episodio dell’Università di Roma, episodio che denota chiusura culturale ed oltraggia i principi di libertà e democrazia, abbiamo voluto manifestare la nostra solidarietà sia al Papa che a Joseph Ratzinger, Capo di Stato e uomo di profondissima cultura ed eccezionale levatura, universalmente riconosciuta».
Riguardo l’episodio dell’Università, il sindaco di Alatri parla di «intolleranza ideologica, atteggiamento che non è mai espressione di civiltà né di laicismo, ma solo frutto di un oscurantismo anticlericale. Per questo, da cattolici ed eredi di una cultura indissolubilmente legata alla Chiesa di Roma, vogliamo rinnovare i nostri sentimenti di tangibile vicinanza al Vaticano e domenica saremo in piazza San Pietro e lì porteremo ufficialmente il simbolo della città di Alatri».

Un amico poco tempo fa, parlando di Alatri, mi ha detto : “Questo è un paese di mediocristiani”.

Non di democristiani, badate bene. I democristiani hanno sicuramente agevolato la disastrosa situazione attuale del nostro Paese. Allo stesso tempo gran parte della Dc è stata portatrice di una cultura cristiana ma fortemente laica, incontrandosi con socialisti e comunisti per fare il nostro Paese ed una Costituzione che, nonostante tutto, ancora oggi, pur non del tutto attuata e non del tutto attuabile, è certamente tra le migliori immaginabili. Al contrario, io ed i miei concittadini siamo mediocristiani. Siamo persone che non si schierano, mai. Siamo persone che vivono per loro stesse. E quando fingono di schierarsi, lo fanno solo per contrapporsi tra loro, per guerre finto-ideologiche che non fanno male, che non portano a niente. Non combattiamo se non per dispetto.

Innanzitutto nell’intervista viene detto che quella della Sapienza non è stata una protesta laicista. Secondo me è stato proprio laicismo, il peggior laicismo, quello perpetrato dagli studenti (e non dai professori). La laicità è altra cosa. Una protesta per la laicità, una protesta laica… la protesta degli studenti non è stata niente di tutto ciò. Ammettendo che non era necessario alcun grido d’allarme contro la non laicità dell’invito al pontefice, ammettendo come necessaria la protesta sull’opportunità di invitare un Papa dal passato discusso (quantomeno riguardo le idee sul rapporto religione-scienza), non è ammissibile questo schierarsi di un’amministrazione che rappresenta tutti i cittadini (e non le tradizioni) in palese contrasto con la laicità (e non il laicismo) di un’istituzione pubblica. La laicità è una componente importante della cultura politica. Si gioca sulle parole e sui concetti, per confondere e confonderci. Con il risultato che nè la Chiesa nè lo Stato riescono a rispettare i limiti dei propri ruoli.

E poi c’è’ la cultura mediocristiana, quella della politica da bar, dove tra un tressette e una briscola, un caffè e una grappa si discute di tutto allo stesso modo in cui si discute della Juventus o della Roma. E’ la cultura dell’Italia post-berlusconiana, non solo nostrana. E’ l’anti-cultura, dove ci si divide tra cristiani (nel senso di cattolici integralisti) e laici (nel senso di anti-cristiani), tra comunisti (nel senso di quelli che odiano Berlusconi) e fascisti (nel senso di quelli che adorano Berlusconi). E’ la cultura del tifo. E’ cultura ultras. E’ la cultura dove per un giorno di celebrità si cercano gli scontri, per poi vantarsi con gli amici e mostrare il proprio bottino di guerra ai nemici. Che si innervosiscono. E tra questi, come avrete potuto notare, ci sono anch’io. Un ultrà offeso. Che vergogna!

Nella foto: un comune laico.

IGNOTO NUMERO 38 – 2020 ODISSEA NELLO STRAZIO

Agosto 8, 2007 sbloggato 1 commento

21 aprile 2020. Marco Lo Strazio, lobbista della “Cocaina Ferrari”, quarant’anni, non aveva chiuso occhio nella notte. Per la verità erano anni che non chiudeva occhio, non tanto per le ingenti dosi di droga assunte, quanto per le responsabilità che aveva e che gli pesavano come un macigno.
Si preparò il suo decaffè, caffè decaffeinato, unica possibilità di bere un caffè da quando la caffeina era stata dichiarata fuorilegge per le sue capacità distruttive della mente umana.
Mentre beveva il caffè, accese il televisore. Edizione straordinaria. Arrestato Marino La Pera. La Pera era il presidente di un’associazione no profit, una di quelle associazioni che ancora nel 2020 promuovevano battaglie per i diritti civili. Latitante da cinque anni, si erano sparse voci sulle sue capacità di cambiare volto a suo piacimento. “Meno male, uno di meno” pensò Lo Strazio.
Decise di andare a lavoro a piedi. Si sentiva carico di energie. Anche quel mattino. Indossò la sua tuta e il suo casco. Necessari per andare a piedi nel 2020. L’aria ancora non era stata ripulita. Chiamò il suo albanese personale (tutti ne avevano uno nel 2020, gli albanesi ancora non si erano ribellati) e gli disse di stare dietro la porta a controllare. Di quei tempi era sempre meglio avere qualcuno sull’uscio. I comunisti erano sempre in agguato. Lo Strazio non ne aveva mai visto uno. Si narrava avessero zanne come quelle dei lupi e artigli come quelli delle tigri.
Lo Strazio si avviò verso il suo ufficio. Quel giorno aveva un incontro per una sponsorizzazione importante. La sponsorizzazione del Presidente del Consiglio Sandro Marangoni, presidente indiscusso ormai da dieci anni. Chi non lo conosce al giorno d’oggi? Una leggenda vivente a distanza di secoli. Lui ha portato la libertà. Lui ha unificato destra e sinistra. Lui ha reso tutti un po’ più uguali, tutti un po’ più normali. Lui ha annullato le diversità. Certo, all’epoca il sistema non era ancora perfetto. Esisteva ancora la diversità. Oggi tutto questo non esiste più.
Tornando a quel 21 aprile del 2020, Lo Strazio arrivò a Palazzo Chigi in breve tempo, abitava a soli tre isolati da lì. L’incontro andò bene. Dopo il Papa, anche Marangoni per soli 45 miliardi di talleri, valuta legale da quando l’Italia aveva deciso di diventare un paese autarchico chiudendo ogni frontiera in uscita a persone e merci, avrebbe sorriso ai televisori di tutta Italia, rotolato una banconota da centomila talleri, sniffato e detto : “Coca Ferrari, l’unica vera coca italiana”. Slogan banale ma efficace se è vero che ancora oggi la Cocaina Ferrari è la più assunta nel mercato delle droghe.
Lo Strazio tornò a casa. L’albanese era dietro la porta che lo aspettava. Rientrò e ricominciò a lavorare. Decise di sniffare la Coca Ferrero per scovarne qualche difetto, per delle nuove campagne pubblicitarie o, ancor meglio, per far ritirare la licenza di produzione alla Ferrero. Avrebbe potuto, la cocaina era tagliata male. Ma non potè dirlo a nessuno. Capì che l’albanese non avrebbe mosso dito. Capì che forse non era vero che un albanese era il miglior amico dell’uomo. Le parole gli rimasero mozzate dalla morte : “Dannati comuni…”