LA REPUBBLICA POPOLARE DEI FUMATORI PRESUNTUOSI
Zio Gigi, mammooth grosso e lento, mi segnala un fantastico gioco. Si chiama NationStates. In pratica si può creare il proprio Stato, dirigerlo e fare proprie leggi, interagire con gli altri Stati e far parte delle Nazioni Unite.
Cos’altro posso fare se non invitarvi a prender parte al gioco più lento (meglio, richiede meno tempo, dunque meno impegno!), meno grafico ed allo stesso tempo più entusiasmante degli ultimi venti anni??? Orsù! Ed unitevi alla nostra magica regione, la regione di Terronia. Insieme conquisteremo il mondo!!!
Update: Habemus Forum! All’interno del Forum della Regione di Terronia potrete leggere la vera storia della The People’s Republic of Conceited Smokers e del Nomadic People of Stinky Assess!
Anzi, la storia della Repubblica Popolare dei fumatori presuntuosi ve la pubblico qua sotto…
LA REPUBBLICA POPOLARE DEI FUMATORI PRESUNTUOSI – La vera storia
La Repubblica Popolare dei Fumatori Presuntuosi nasce nel 1959, due giorni dopo l’ascesa di Fidel Castro al potere a Cuba.
Il primo presidente della Repubblica Popolare, Mauro Mauri, ancora oggi venerato come un Dio nella nostra nazione, aveva preso parte alla “Gloriosa” rivoluzione cubana.
Dopo aver raggiunto la presidenza, Castro offrì un sigaro cubano a tutti i “revolucionarios”, da fumare in allegria per festeggiare la cacciata di Batista.
Mauri accese il suo sigaro, fece due tiri e si rivolse a Castro in tono minaccioso : “Cazz’è ’sta schifezza? Ma l’hai mai fumato un Toscano?!?”.
E il Che: “Mauro, cazzo dici? Questi so cubani… si incazzano…”.
E Mauri: “Dio can, io sono italiano, fumo i toscani, non ste merdate”.
E Castro: “Ma se è l’unica cosa che ci invidia tutto il mondo a parte il turismo sessuale (che verrà, vi dico… solo gli americani non ciuleranno più le nostre fanciulle…)”.
E Mauri: “Chi pensa che un cubano sia meglio di un toscano non può essere nostro presidente… non è un vero comunista! E questo volermi far fumare un cubano è illibertario, antiegualitario… insomma, non è equo e solidale!”.
E il Che: “Mauro, cazzo dici? Questi so cubani… non sono come noi… insomma, noi facciamo la guerra, loro fanno l’amore”.
E Mauri: “E no Dio can, io mi incazzo… A Ernè, e diglielo pure tu… insomma… io fumo ciò che è buono, non ciò che è imposto da uno stronzo”. “
E Castro: “Come mi hai chiamato?”.
“Stronzo, sissignore”.
E Il Che: “A Mauro, stai a caga fuori dal vasetto… questo ti manda in Bolivia e ti fa ammazza’…”.
“E chi cazzo ci va in Bolivia?”.
“Io”.
“Ah…”
Intervenne di nuovo Castro :”Mauri non me piaci per niente, sei un presuntuoso. Io sono il lider”.
“E io me ne vado e… e fonderò un Paese veramente comunista, equo e solidale, dove tutti lavorano per tutti, dove tutti hanno le stesse possibilità, dove tutti studieranno e diventeranno dottori, dove tutti saranno curati da loro stessi che hanno studiato e sono dottori, dove non si sa chi le costruisce le case e quindi se le costruiscono da soli… insomma, dove tutti fanno tutto e dopo aver fatto tutto si fumano un toscano”.
“E a scopa’?”
“Certo fanno anche quello”
E il Che si intromise di nuovo “E allora vengo con te, non ci vado in Bolivia…”
“No, tu vai lì ti ho detto”
“Ah si”
Riprese il discorso Mauri: “E poi in quel Paese che fonderò… tutti voteranno obbligatoriamente”
“Che cosa?”
“Tutto”
“Ma che cazzo di paese è? Sei solo un presuntuoso”
“E’ il paese dei Fumatori Presuntuosi, il mio paese!”
Due giorni dopo Mauri arrivò in Terronia dove trovò delle terre ancora inesplorate. Fondò il suo Stato ma non c’era nessuno (se non consideriamo quello strano animale, da lui battezzato Bafs, che elesse a simbolo della nazione – una decisione ancora oggi contestata, visto che la bestia si moltiplica velocemente ed infesta tuttora qualsiasi angolo della Repubblica con il suo tipico odore di melanzana grigliata /che sarà buona, per carità, ma in eccesso da alla nausea… ). Ad ogni modo, l’Unione Sovietica decise di finanziarlo per non rischiare che il territorio cadesse in mano agli Stati Uniti. E per aiutarlo mandò 50000 fumatori incalliti prigionieri politici a popolare le sue terre e a lavorare per lui. Lo Stato sopravvisse all’Urss. Ancora oggi resta un esempio unico di comunismo realizzato. Tutti sono felici, nessuno è infelice. E non sono piccoli ometti blu, ma russi grandi e grossi in una terra da sogno ereditata da un grande uomo che non volette mai rinunciare alla sua più grande passione.
















Hanno scritto cazzate di recente