IGNOTO NUMERO 65 – PER GIOVE
Me ne stavo seduto in panca durante il funerale, vicino alla mia donna ascoltavo il cardinale.
I raggi attraversavano il rosone, lì in alto sull’altare. Il porporato parlava di bene e male, la luce arrivava fin sulle due bare e io chiudevo gli occhi fingendo di pregare.
Si parava dinnanzi a me, nel frattempo, una figura d’uomo somigliante a me più vecchio, barba canuta e lunga, nella mano sinistra un fulmine luccicante.
Prese a sè la mia donna, le alzò la gonna e prese a toccarla scompostamente, quasi fosse roba sua. Lei lo lasciò fare indifferente ed egli mi disse: “Te,
proprio te, cosa fai qui ad ossequiare questi riti pagani? Come hai potuto dimenticarti di me padre di tutti voi cani? Come puoi essere qui a venerare chi non c’è? Come hai potuto dimenticarti di Giove, o Zeus, che dir si voglia, di tutti gli dei il re, 0ssia di me? Dovresti esser in tempio a sacrificare. O, essere empio, ti dovrò purificare!”.
Possedette la mia donna carnalmente, compiuto l’atto mi salutò esclamando: “Attento alle gambe, deficiente!”.
Teso aspettai la fine della funzione: le gambe restarono sedute, finii busto e faccia a terra. Il cardinale gridò al miracolo. Io ero nella merda.
Questa non è solo la storia di come persi le gambe, di come finii a muovermi in carriola, di come diventai padre di un Satiro che mi rompe i coglioni da mattina a sera con il suo flauto.
C’è un intrinseca morale nella mia triste storia: mai affidarsi a falsi culti,
mai dimenticare il padre di tutti gli dei. Io per dar retta a voi ho perso non solo le gambe ma, per giustizia divina, anche la mia Gina.
Lei ora sta con lui ogni notte. Con Giove, padre di tutti gli dei. In casa mia, mentre il mio piccolo satiro non la smette mai con quel suo stramaledetto flauto.
Salvatevi dalla rabbia divina finchè siete in tempo. Non fate del bene, ma onorate gli dei. Quelli giusti.
—————-
Now playing: Vangelis – End Titles From “Blade Runner”
via FoxyTunes
















Hanno scritto cazzate di recente