IGNOTO NUMERO 38 – 2020 ODISSEA NELLO STRAZIO
21 aprile 2020. Marco Lo Strazio, lobbista della “Cocaina Ferrari”, quarant’anni, non aveva chiuso occhio nella notte. Per la verità erano anni che non chiudeva occhio, non tanto per le ingenti dosi di droga assunte, quanto per le responsabilità che aveva e che gli pesavano come un macigno.
Si preparò il suo decaffè, caffè decaffeinato, unica possibilità di bere un caffè da quando la caffeina era stata dichiarata fuorilegge per le sue capacità distruttive della mente umana.
Mentre beveva il caffè, accese il televisore. Edizione straordinaria. Arrestato Marino La Pera. La Pera era il presidente di un’associazione no profit, una di quelle associazioni che ancora nel 2020 promuovevano battaglie per i diritti civili. Latitante da cinque anni, si erano sparse voci sulle sue capacità di cambiare volto a suo piacimento. “Meno male, uno di meno” pensò Lo Strazio.
Decise di andare a lavoro a piedi. Si sentiva carico di energie. Anche quel mattino. Indossò la sua tuta e il suo casco. Necessari per andare a piedi nel 2020. L’aria ancora non era stata ripulita. Chiamò il suo albanese personale (tutti ne avevano uno nel 2020, gli albanesi ancora non si erano ribellati) e gli disse di stare dietro la porta a controllare. Di quei tempi era sempre meglio avere qualcuno sull’uscio. I comunisti erano sempre in agguato. Lo Strazio non ne aveva mai visto uno. Si narrava avessero zanne come quelle dei lupi e artigli come quelli delle tigri.
Lo Strazio si avviò verso il suo ufficio. Quel giorno aveva un incontro per una sponsorizzazione importante. La sponsorizzazione del Presidente del Consiglio Sandro Marangoni, presidente indiscusso ormai da dieci anni. Chi non lo conosce al giorno d’oggi? Una leggenda vivente a distanza di secoli. Lui ha portato la libertà. Lui ha unificato destra e sinistra. Lui ha reso tutti un po’ più uguali, tutti un po’ più normali. Lui ha annullato le diversità. Certo, all’epoca il sistema non era ancora perfetto. Esisteva ancora la diversità. Oggi tutto questo non esiste più.
Tornando a quel 21 aprile del 2020, Lo Strazio arrivò a Palazzo Chigi in breve tempo, abitava a soli tre isolati da lì. L’incontro andò bene. Dopo il Papa, anche Marangoni per soli 45 miliardi di talleri, valuta legale da quando l’Italia aveva deciso di diventare un paese autarchico chiudendo ogni frontiera in uscita a persone e merci, avrebbe sorriso ai televisori di tutta Italia, rotolato una banconota da centomila talleri, sniffato e detto : “Coca Ferrari, l’unica vera coca italiana”. Slogan banale ma efficace se è vero che ancora oggi la Cocaina Ferrari è la più assunta nel mercato delle droghe.
Lo Strazio tornò a casa. L’albanese era dietro la porta che lo aspettava. Rientrò e ricominciò a lavorare. Decise di sniffare la Coca Ferrero per scovarne qualche difetto, per delle nuove campagne pubblicitarie o, ancor meglio, per far ritirare la licenza di produzione alla Ferrero. Avrebbe potuto, la cocaina era tagliata male. Ma non potè dirlo a nessuno. Capì che l’albanese non avrebbe mosso dito. Capì che forse non era vero che un albanese era il miglior amico dell’uomo. Le parole gli rimasero mozzate dalla morte : “Dannati comuni…”














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