APPUNTI – IDA (CHISSA’)

se solo i tuoi capelli potessero parlarci
di quando temevamo i nostri stessi pensieri
di quando spargevamo i nostri nomi
tra mille sogni e cento desideri
come a gettare sale per la strada
perchè poi il ghiaccio non ci portasse via

non ricordo più nemmeno la tua voce
forse il tuo odore le tue gambe
come arrivare al monte
qualche canzone da me rovinata
il peso del tuo cuore sul mio
di quell’amore naso lungo e gambe corte

ma adesso che altre facce hanno preso i nostri volti
con quel tuo nuovo po’ di felicità permanente
e la mia patente da matto appena rinnovata
adesso che siamo grandi e abbiamo vinto il male
ora che non so più se ti ho mai amata per davvero
come vorrei alcune volte scappare ancora
in notti di corse cazzate vini e nomi stronzi
per finire a ridere piangere o ad urlare
contro noi stessi e contro quel nostro mondo
dove anche i fiori avevan paura di sbocciare
un massaggio un abbraccio un bacio
i miei capelli lasciati a terra
tenerci in equilibrio mentre dormi
una manciata di semi di buon passato
che crescano poi su quello malato
o ida, quanto vorrei tornar bambino

e chissà cosa ci siamo lasciati
se un tuo figlio sarà un po’ mio
se mia figlia avrà un po’ di te

chissà
magari un giorno si incontreranno
per un amore gambe lunghe e naso corto

chissà
forse un giorno i tuoi capelli parleranno

chissà
che non li chiuda in un cassetto

chissà
forse un giorno o l’altro ci convinceremo
di non esserci mai odiati per davvero

chissà
che non sia stata soltanto sfortuna

chissà
che buona vita ci aspetterà
che nuove passioni e che nuove genti
nonostante tutto

quanto siamo lontani adesso
solo un ricordo senza più ritmo
che non ha più niente da dire

APPUNTI – INCONTRO

-ne è passato del tempo- ti direi
risponderesti -è una frase da coglioni-
eppure ne son passate di stagioni
di giorni mesi pioggie e nevicate
lì da te certo non da me
chè qui invece pare sempre estate
e guardaci adesso faccia a faccia
a rivendicare le nostre ragioni
come se la guerra non fosse mai finita
solo una tregua per farci rilassare
non ci sarà pace per delle sensazioni
che non abbiamo mai saputo perdonare
ora ti guardo ti dico -è finita-
tu mi rispondi -lo era già da tempo-
volti le spalle riprendi la tua strada
io resto lì a guardare i tuoi capelli
la tua schiena le tue gambe
il tuo sedere
poi sparisci
io resto un po’ da solo
questione di un momento
un autobus che passa
un’ambulanza
un po’ di vento

APPUNTI – TI HO CHIAMATA AMORE

Ti chiamai per nome
nel modo più banale
solo quando mi accorsi
che il nostro respiro
a tratti impercettibile
negli ultimi tempi
stava per arrestarsi
ultimo disperato tentativo
di scampare a morte certa
lasciare parole fumanti
per altre abusate
che hanno perso
di bocca in bocca
ogni capacità coercitiva
per me ad esempio
amore è quel che si cerca
tra pagine di riviste
immaginando seni scoperti
in foto di donne mai viste
povero l’uomo
che non riesce più
ad immaginare
un paio di tette
dentro un vestito
chè per amare
serve molta fantasia
e troppo buon cuore
quando le parole
smettono di fumare
povera la donna
che non ami più

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO: Negli ultimi dieci giorni ho rimesso mano ad un vecchio racconto, ampliandolo ogni sera di un pezzetto e ne è uscito qualcosa che è troppo lungo per essere pubblicato qui (un romanzo troppo breve, un racconto troppo lungo). Sinceramente, a me piace poco e niente, non ne sono per niente soddisfatto e dubito che continuerò su un filone che mi si addice poco o che rimetterò mano ad un lavoro malriuscito. Ad ogni modo, per gli aficionados più puri, ne ho fatto un pdf che è downloadabile semplicemente cliccando qui. Il titolo è “Binario 26 – Una trentina di vite di esseri umani di cui solo due non hanno nomi che cominciano per A”.
Avviso che, come negli ultimi tempi, nei prossimi pubblicherò molto poco perchè ho un’idea nella testa che mi ruba tutto il tempo dedicato allo scrivere.

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APPUNTI – FALSO D’AUTORE

Le notti sono scandite
dal campanile che scuote
ad ogni quarto la valle
che dorme nascondendosi
il viso dentro il cuscino
mentre i cani per strada
vanno a correre ed urlare
i loro innati istinti
di riproduzione e sopravvivenza

In qualche parte del buio
c’è ancora qualcuno che vive
cercando in un sorso di birra
la voglia di dire ancora parole
leggere come le lacrime versate
di fronte allo svanire di certezze
vanamente inseguite in sogni
che scopre distrutti al risveglio

Era tanta la voglia di sentirsi veri
la notte che si dissero frasi
senza alcun senso e dettate dal caso
e da un sentimento solo sperato
distrutto ammazzato dal verso
che lui scrisse la volta che ancora
voleva essere l’uomo più vero
l’uomo sincero rotto dal fiato
spezzato tra cento sigarette
fumate con lei che dorme distesa
accanto a lui pensando che in fondo
è solo un momento e un’occasione
per sopravvivere ad un’altra
nottata insonne segnata dal suono
di un campanile che crolla
a tutte le ore scandite da un verbo
roco e poi più affannato di lei donna
che gli vende un falso d’autore
per poi ridergli dietro e scappare

Di notte a volte si sente ancora
mentre a valle si russa e si dorme
la voce di un uomo che parla e canta
di storie antiche trite e ritrite
ascoltate girando il mondo
conquistandosi amici in ogni dove
vedendo vite morti e malanni
dichiarandosi fortunato per nascita
ammettendo e superando problemi
con grandi sforzi e molto impegno
che non ha più tempo nè alcuna parola
per una sciocca ridicola vecchia sporca storia

Preferisce esser lui ridicolo
e continuare a far cose sciocche
per essere apprezzato ancora
come uomo vero per impegno ed amore
piuttosto che somigliare a quel cane
che mentre lui canta di storie umane
va a cercare per tutta la valle
una cagna da montare
perchè è l’unica cosa
che in vita sua potrà fare

APPUNTI – CORRI

E corri e corri
lasci alle spalle
centinaia di migliaia
di granelli di polvere
qualcuno resta impigliato
tra le dita grasse
dei tuoi piedi scalzi
ma sai che non puoi
scappare dai fantasmi
che ti infestano la mente
puoi cambiar vestiti
macchina, città, umore
famiglia, sesso, amore
ma non puoi non sentire
quelle persiane
sbattute dalla tramontana
che tira senza sosta
nella tua mente
sei tu che me l’hai detto
e le cose per te importanti
fino a ieri
oggi non hanno più
alcun valore
domani saranno altre
e poi altre ancora
e ti ritroverai un giorno
con solo i calli sotto i piedi
perchè nessuno
sarà più capace
di darti niente
non troverai più
alcuna persona
capace di stupirti
non ci sarà più gente
capace di ammazzarsi
per vederti guaire
non ci sarà più nessuno
a versare inchiostro
per chi reputa sciocco
viver per gli altri
perchè sono solo gli altri
a dover vivere
per lei stessa
e non saprai chi cercare
per dire che questa
è solo una cattiveria
e che ora devo
farmi perdonare
dimmi, cosa ti serve
ora?

Ma vaffanculo!

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