Archivio

Articoli taggati ‘giustizia’

APPUNTI – SOVRASCRITTURE E SOVRASTRUTTURE

Novembre 3, 2009 sbloggato Lascia un commento

Il ragazzino
cerca di imparare
tutti in ansia lì a guardare
a mostrargli come fare.

Camminare
non è una convenzione
non è il parlare
è tutta un’invenzione
personale
tutta da perfezionare.

Puoi prendergli le gambe
spingerlo a pedate
il ragazzino è sempre lì
che cerca il suo modo
di andare avanti.

Puoi dire quel che vuoi
ma la testa è solo e sempre quella
per fartela cambiare
non basterà una sberla
nel momento in cui cerchi di imparare
farai come pensi meglio.

E mancherai di rispetto
a te, a lei, a voi
alla vita, alla morte
superando ogni timidezza
ogni paura
ogni forma di incertezza
perché penserai
che quello sia l’unico modo
di salvare te stesso.

Come un qualsiasi presidente
come un qualsiasi governatore
senza alcun pudore
per combattere un momento di dolore
metti in piazza la tua vita
getti in strada il tuo onore
puoi combattere, ritirarti
hai venduto la dignità tua e degli altri.

Non hai soldi nè potere
non hai vinto il male
non ti resta che bere
non finisci in tribunale
e non sei neanche un consumatore finale.

Camminare male
come pare a te
perchè nessuno può insegnarti
come si fa
anche se dopo ti ritrovi con la sciatica
la schiena ricurva
e le scarpe consumate solo di lato.

E fa male,
cazzo se fa male!

Applicando la legge del taglione
abbiamo applicato la legge del coglione.
Uno solo, me ne resta uno solo.
E l’altro neanche lo ricordo
se l’ho avuto, chissà
ma forse serviva.

Io non ricordo quando imparai
né come fu quel primo passo
se quel giorno
fu la fine delle sorprese
o forse l’inizio della vita.

O forse ogni passo
da quel dì
servì solo ad arrivare alla notte
per morire un altro poco.

Ché c’è sempre qualcuno che nasce
da qualche parte nel mondo
ma tu non sei lì
perché un treno fantasma è andato via troppo presto
e tu resti in stazione ad aspettare
che arrivi quello partito con tre ore di ritardo.

—————-
Now playing: Otis Redding – I’ve Been Loving You Too Long (To Stop Now)
via FoxyTunes

IGNOTO NUMERO 53 – QUATTRO BRACCIA

Giugno 18, 2008 sbloggato Lascia un commento

“Ovunque ci siano un cuore e una mente, i malanni del corpo si tingono delle loro particolarità”
(Nathaniel Hawthorne, La lettera scarlatta)

“I miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica. Ho quindi preso visione della situazione processuale ed ho potuto constatare che si tratta dell’ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportato da un Tribunale anch’esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria.”
(Silvio Berlusconi, I Lettera a Schifani)

C’erano una volta e ci sono ancora, bambini diversamente uguali agli altri.

All’asilo quell’anno erano in tre: quello con i lobi delle orecchie giganti che gli scendevano fin sulle spalle; quello con la testa a dirigibile e quello con quattro braccia. I bambini parevano non accorgersi della loro differente eguaglianza.

Quando arrivarono all’età dell’esplosione ormonale, quello con i lobi delle orecchie giganti e quello con la testa a dirigibile diventarono, come facilmente prevedibile, il bersaglio preferito dei bulli. Quello con quattro braccia no. Avendo quattro braccia, tra loro indipendenti e perfettamente funzionanti, menava come solo un dio poteva farlo. E poi gli riuscivano sempre perfettamente quei fantastici scherzi del tipo:

- Che cos’hai qui? – indicando la maglietta del malcapitato. Quello abbassava la testa e lui giù tre schiaffi con tre mani.

Oppure quello che con una mano fingeva di dare un colpo “basso” e, con le altre, sempre tre schiaffi.

Ora, a noi non interessa che fine fecero quello dei lobi giganti e quello della testa aerostatica.

A noi interessa cosa fece quello con quattro braccia. Vero, bambini?

Un giorno ebbe un malessere. Trasportato all’ospedale, fu trasferito ad una clinica a Milano. Il medico che lo visitò giunse alla conclusione fulmineamente: le braccia dovevano essere amputate d’urgenza o sarebbe deceduto in poco tempo. Non una, non due, bensì tutte e quattro le braccia!

I genitori non tentennarono. Ma il ragazzo senza braccia non sapeva cosa lo attendeva al ritorno a scuola… la notizia della perdita dei quattro arti si sparse velocemente nella scuola. Un’orda di barbari ragazzini inferociti lo attese dopo la campanella dell’uscita e lo massacrò di botte. C’erano proprio tutti, assistevano inermi solo quello con i lobi giganti (ora pieni di orecchini) e quello con la testa a dirigibile (con un cappello fatto su misura).

Pochi anni dopo, il medico che lo visitò fu arrestato dopo alcune intercettazioni.

Passò poco tempo e non fu più possibile intercettare nessuno.

E poco tempo dopo furono sospesi i processi penali, ma questa è tutta un’altra storia…

Nell’immagine, un autoritratto del ragazzo con quattro braccia (non ha neanche gli occhi e la bocca, che figata!)

L’ETERNO RITORNO

Giugno 16, 2008 sbloggato 5 commenti

“L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello della polvere!”
(Friedrich Nietzsche, La gaia scienza)

- Forze militari e bande armate di privati cittadini a garantire l’ordine pubblico

- Limitazione dei poteri d’indagine dei magistrati

- Reati basati esclusivamente sulla nazionalità

- Odio razziale

- Paura

- Sostegno incondizionato del popolo

- Partito unico

Differenze: questa volta per prendere il potere non è servita nessuna marcia; non è stato ammazzato ancora nessun socialista; per limitare ed indirizzare i poteri dei magistrati non sono stati istituiti tribunali speciali. Orsù, siamo ancora in tempo!

COMME FACETTE SANDRA

Gennaio 16, 2008 sbloggato 1 commento

Ricapitolando (copio e incollo da corriere.it)

Arresti domiciliari nei confronti di Sandra Lonardo Mastella, presidente del consiglio regionale della Campania e moglie del ministro della Giustizia Clemente Mastella. Il Gip di Santa Maria Capua Vetere ha disposto il provvedimento perché nell’ambito di un’inchiesta sulla sanità avrebbe ravvisato gli estremi di una tentata concussione ai danni di un dirigente ospedaliero di Caserta.

Il leader dell’Udeur ha sferzato un duro attacco alla magistratura: «Mi ero illuso di poter recuperare il rapporto fra politica e magistratura» sostenuto «dalla mia coscienza ispirata dalla fede» sul valore del dialogo. «Nonostante abbia lavorato giorno e notte per dimostrare la mia credibilità e la mia buona fede di interlocutore affidabile per il mondo della giustizia, oggi mi accorgo che sono stato invece percepito da alcune frange oltranziste come un avversario da contrastare, se non addirittura un nemico da abbattere» ha affermato l’ormai ex ministro della Giustizia.
«Durante lo scontro sotterraneo e violentissimo tra i poteri in questi mesi ho avuto il triplo di avvisi di garanzia rispetto a quelli avuti nella mia una carriera trentennale», ma «sono andato avanti», «ho combattuto la mia battaglia finché si combatteva ad armi pari, e non arrivavano colpi bassi e imprevisti, perchè dalla tua condotta politica nulla lasciava presagire un concertato volume di fuoco per distruggere la tua persona, la tua dignità, i tuoi valori». Ora però «per la prima volta in vita mia ho paura». Mastella scarica la sua rabbia contro quelle «frange estremiste» della magistratura che hanno arrestato la moglie. Un’iniziativa che bolla come «una scientifica trappola, ordita mediaticamente prima e giudiziarmente dopo in modo vile e ignobile. Vile e ignobile – attacca – è stato prendere in ostaggio mia moglie a cui voglio un mondo di bene»

«Mai arresto è stato più mirato e a tempo di quello di Sandra Lonardo Mastella. Basti pensare che suo marito, il ministro della Giustizia Clemente Mastella, deve intervenire questa mattina in aula per illustrare la riforma della giustizia – ha commentato Fabrizio Cicchitto, vice coordinatore di Forza Italia – Esprimo al ministro Mastella – prosegue Cicchitto – la mia personale solidarietà»

Per quanto mi riguarda, la signora Mastella è innocente fino a prova contraria. Ma… ma a sentire i nostri politici, da ormai troppo tempo, sembra che non sia più la magistratura a dover garantire la giustizia e il bene comune. Semmai sono i nostri politici a doverci garantire dalla magistratura. Non lo fanno per garantire il loro potere. Non lo fanno per garantire se stessi. Loro lottano per noi. Per la nostra libertà. Grazie.

Nella foto di repertorio: l’ormai ex ministro di Grazia e Giustizia Clemente Mastella durante l’esercizio del suo mandato

Ed ora, revival!

TANA LIBERATUTTI

Ottobre 30, 2007 sbloggato 5 commenti

: – Tana liberatutti!

: – diamine, tocca di nuovo a me a star sotto!