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Articoli taggati ‘inter’

RECORD!

Maggio 19, 2008 sbloggato 3 commenti

In una giornata che ha salutato il primo gol in serie A di Larrivey e l’ultimo di Cafu, la notizia è certamente data dal fatto che l’AS Roma si è confermata, per la terza stagione consecutiva, vice-campione d’Italia. Se non è un record questo… complimenti ai lupacchiotti!

P.S. : La partita l’ho vista…

I DUBBI DELL’AMORE

Maggio 13, 2008 sbloggato 1 commento

“Il traguardo è a Parma, sede melodrammatica e dunque congura, dove l’Inter, domenica prossima, affronterà ancora una volta l’Inter, il suo avversario più temuto, il suo Hyde. L’intero direttorio di demoni che possiedono la squadra uscirà dallo spogliatoio all’unisono, ogni giocatore nerazzurro avrà accanto il suo doppio suicida. Folate di paura, scariche di insicurezza bruceranno adrenalina e consumeranno le notti della vigilia. Beghe di spogliatoio riaffioreranno come macchie dell’intonaco. Il respiro di tutto il mondo interista, nelle case, nello stadio, in automobile con la radio accesa, sarà mozzo come sempre. Un palo, una slogatura, un cartellino giallo, un refolo di vento tengono appeso a un filo il destino della adorabile isterica. La gloria, se ci sarà, avrà la gioia supplementare dello scampato pericolo. Il lutto, se ci sarà, sarà comunque ostentato con la nostra solita, stolta fierezza sul nero della maglia. Adelante, Inter.” ( Michele Serra, La Repubblica 13 Maggio 2008 )

In un certo qual modo è questa l’Inter che mi piace. Ero stanco di quest’Inter sempre vincente. Ciò non significa che ami perdere, anzi.

Ai non interisti resta difficile da comprendere come si possa amare una squadra mediocre per antonomasia. L’Inter è una squadra umana. E’ una squadra che incontra continue salite e discese, ha le forze e le debolezze tipiche di tutto il genere umano.

Sono queste le situazioni per cui noi godiamo. Ci piace commiserarci ed esaltarci. Ci piacciono questi continui sbalzi d’umore. Amiamo sentirci vivi, ricchi e poveri, furbi e ingenui, pragmatici e fatui. Ci piace innervosirci, incazzarci perchè noi amiamo, speriamo, crediamo. E non sarà certo una sconfitta ormai annunciata seppur imprevista fino a pochi giorni fa a farci smettere di amare, sperare, credere nell’Inter. E in un futuro migliore.

L’Inter è l’uomo nella sua imperfezione. L’Inter è l’Italia nel suo essere gloriosa e buia nel contempo. L’Inter siamo noi.

Eppure… eppure sono stato condannato…

IN NOME DELLA REPUBBLICA POPOLARE INTERISTA

Visto che l’imputato A****** C****** in data 5 maggio 2002 prendeva parte alla debacle dello Stadio Olimpico;

Visto che lo stesso in data 22 aprile 2002 era impossibilitato a visionare l’incontro di calcio Siena – Inter;

Visto che lo stesso ha visionato tutti e tre i match-point persi dall’Internazionale Football Club Milano nella sua residenza ciociara in poltrona assieme al padre;

IL GIUDICE SUPREMO CONDANNA

l’imputato A****** C****** a non recarsi allo Stadio Ennio Tardini di Parma;

a non visionare l’incontro di calcio Parma – Inter in TV;

a non restare nella sua residenza ciociara ed a non intrattenere alcun tipo di rapporto con suo padre nei 90 minuti (ed eventuali recuperi) intercorrenti tra l’inizio e la fine dell’incontro.

Questa condanna consiste chiaramente in un obbligo di non fare. Ma cosa farò? Queste le possibilità:

A- Restare al domicilio romano, steso sul letto, non rispondere a nessuno. Ascoltare i rumori della città sperando nel silenzio. E che nessuno venga a rompermi i coglioni.

B- Tornare in ciociaria, casomai andare a pranzo fuori e scappare sui monti ernici. Forse accendere la radio ed ascoltare… e sperare, aspettare… oppure scendere dalle montagne verso le sei e cercare di scorgere qualche bandiera per capire.

C- Scappare verso il nord, o verso il sud. Sicuramente lontano da Parma. Ma qui interverrebbe un sacrificio economico non indifferente e non sono i tempi giusti.

Devo decidere, voi cosa consigliate?

ANNO NUOVO, VITA VECCHIA

Dicembre 24, 2007 sbloggato 6 commenti

Questo finir d’anno non poteva cominciar peggio. Escludendo le sventure cui quotidianamente sono sottoposto per vie traverse, riferirò solo di quelle che mi riguardano in modo strettamente personale.

Dunque… sono stato colto dal cosiddetto male di stagione. Influenza. Qualche anno fa si sarebbe pensato alla Sars, un anno fa alla febbre dei polli. Quest’anno cosa ti ricacciano i mass-media? La meningite fulminante! E mentre le case farmaceutiche brindano io sono bloccato a letto con la febbre a 40, sperando di non morire in sei ore nette, ma perlomeno in dodici: il tempo di sistemare le ultime cose.

Passate le sei canoniche ore, passate anche le dodici che avevo richiesto a tutti gli dei conosciuti (per non sbagliare), non mi resta altro da fare che vivere. Vivere in un letto? Vegetare? Niente di tutto questo. Chiamo un amico, gli chiedo di riportare la mia macchina, con me dentro, fino alla casa natia, dove trascorrerò le vacanze natalizie. Dovendo, ad ogni modo, tornare all’ovile insieme, forse solo un giorno più tardi, l’amico è immediatamente disponibile.

Non ti preoccupare – fa lui.

E chi si preoccupa – faccio io.

E invece c’è di che preoccuparsi. Perché, preso dalla follia tipica della mia strana forma di meningite non molto fulminante, decido di non fumare più. Mai più. E non c’è stata ultima sigaretta, né alcun rituale d’addio. Una mossa secca, per non ripercorrere gli errori di Zeno (ma non sapevo, non capivo, lo giuro!). Non fumo più, basta.

Ritorniamo al mio amico. Questi viene a casa mia con i mezzi pubblici con i suoi bagagli. A stento mi alzo dal letto, mi metto qualche panno pesante per uscire e preparo i miei bagagli. Gli do le chiavi della macchina, gli dico di andarla a prendere e che lo avrei aspettato di sotto.

Due minuti, tre minuti al massimo. Questi i tempi d’attesa previsti. Imprevidente.

Trenta minuti. Chiami e non risponde. Sarà bloccato al parcheggio. E invece mi ha fatto la fiancata uscendo dal parcheggio. Torniamo in 3 ore nette su un’autostrada deserta. Meglio prudente che impudente, dopo cotanto graffio. Ma un amico è un amico. Grazie.

E ora la febbre che non si abbassa mai, mai. Fino ad oggi. Quando mi rendo conto dell’azzardo della scelta suddetta. Quella sul fumo. O meglio, quella del “non fumo”. Che cazzo di scelta è?

Innanzitutto non è una cosa che voglio fare perché a me fumare piace. Ma è una cosa che devo fare, in primo luogo perché mi sono proposto di farlo, in secondo luogo perché stavo esagerando nella quantità, nel consumo e nei costi della mia attività di tabagista. Ma ora mi chiedo… ne è valsa la pena? Cosa farò dopo il caffè o quando tutti i miei commensali usciranno sulla strada a fumare? Come ingannerò il tempo nelle attese, nelle noie, nei tempi morti della vita quotidiana? Con cosa lenirò le rabbie e i dolori? Un ritorno al passato, a troppi anni fa. Che si fa, perché si deve fare, perché nella vita si deve sempre cambiare.

– Tutte cazzate – avrei detto io a chi proferiva parole di questo genere.

– Tutte cazzate – dico ancora.

E dico che queste vacanze saranno terribili, un incubo. E il mese a seguire ancor peggio. E quello dopo ancora. E quello dopo…

– Che momento del cazzo per smettere di fumare – mi dicono dalla galleria.

Non posso darvi torto. Ora, dopo sei giorni di “io non fumo”, disperato, scrivo una lettera a Gesù Bambino chiedendo in dono una stecca di sigarette, ché Babbo Natale di queste cose non ne recapita mai (forse ai veri tabagisti, ma quelli incalliti davvero!). E poi, se non la troverò tra i balocchi, pazienza.

Vorrà dire che era proprio destino. Un destino non cieco, non strano. Un destino scemo, scelto in modo un po’ avventato. Non fumare e passare delle tese vacanze.

Non so se rendo l’idea, è come se l’Inter scegliesse di scambiare Ibrahimovic con Ronaldo. O Balotelli con Pato, giusto per fare un altro esempio calcistico. Perché complicarsi la vita che è già tanto complicata di suo?

Allo psicologo, da settanta euro a seduta, l’ardua sentenza. Ed io, i settanta euro, per ora me li tengo in tasca.

Buon Natale a tutti.

Nella foto: anche le lucertole nel loro piccolo sfumazzano

SCONTRO DI CIVILTA’

Dicembre 10, 2007 sbloggato 2 commenti