«Adesso viene il peggio» come disse quello che aveva mangiato una roncola, appena finito di cacare il manico (Roberto Benigni)
Lui è tornato a casa. Davanti al computer, finge di lavorare. La vita prosegue regolare, mai tanto regolare come in quel periodo: casa, scuola e chiesa come dicono certi vecchi. La vita riprende il suo corso.
Ad un certo punto squilla il telefono. Suoneria del cazzo, una sigla di un vecchio telefilm anni ’80. Non l’ha scelta lui ma è rimasta lì. Per pigrizia. Per disinteresse soprattutto.
Il nome che compare sul display non se lo aspettava più. Risponde.
- Pron..
- Vieni qua, corri
- Aspe…
- Corri ti ho detto!
Fine della conversazione. Prova a richiamare, nessuna risposta. Si dice che non gli importa un cazzo, se la veda lei. Forte, il ragazzo. Debole, l’uomo. Mette su giusto una giacca ed esce di casa così come è vestito, senza salutare nessuno. Salta in macchina e si prepara per 300-400 km.
Tutto il tempo di pensare. Sosta al primo autogrill per un caffè, due pacchetti di sigarette sul cruscotto per ammazzare il tempo. Cd da viaggio, di quelli per non addormentarsi. Quelli con tutte canzoni da cantare.
Fare un cd da viaggio non è difficile. Basta selezionare tutte le canzoni che per rilassarvi o per piacere non ascoltereste mai e di cui ricordate bene o male le parole.
Lui è in macchina e non fa altro che pensare al fatto che la benzina costi assai e che quello scherzetto preleverà altri soldi dal suo portafogli. Ma dove sta andando? Cosa sta facendo? Cosa vuole adesso lei?
Perché sta andando? Difficile dirlo se lui stesso aveva deciso di chiuderle tutte le porte in faccia. Per orgoglio, per onore. Non sa.
“Quando non va non va”. Era questo il pensiero che continuava a convincerlo della mossa giusta. “Ma quale mossa giusta?” si chiedeva il suo alter-ego interiore. Difficile nella vita, nei rapporti, porre dei confini. Lui li aveva messi quegli steccati, per trovare qualche certezza. E aveva convinto anche lei, superando sentimenti e vita reale.
Uno scontro irreale, sul niente, sulla paura. Se la canta e se la suona. Andata precipitosa e ritorno veloce. Scelte precipitose. Amarezza, molta amarezza.
A volte si cerca troppo di fare la cosa giusta. Di fare una cosa bella. In realtà forse le cose belle sono quelle meno forzate. Non che lui si fosse forzato poi troppo, quel tanto che bastava per rendere tutto idealmente bellissimo. Non per lei.
Cosa mancava? Ma lei che voleva? Ma che cazzo di domande si faceva lui, soprattutto? Era stato lui a non volerlo scoprire, a voler mollare tutto. Lui non voleva sapere dove andava a finire.
Sapeva però dove andava a finire la sua auto. Fuori da un casello autostradale, palazzo a poche centinaia di metri.
Suona e sale le scale. Entra nell’appartamento, gli apre una sua amica. Lei è nella stanza. Bussa ed entra. E’ agitato, un po’. Sa che anche questa sera andrà a finir male. Perché forse c’è qualche problema da risolvere e lui non saprà risolverlo. O forse perché a lei mancano i litigi e vorrà litigare tutta la notte. Ogni argomento è un buon pretesto per litigare quando si vuole.
Lui sta per dire qualcosa, “che è successo”, probabilmente. Ma lei lo zittisce subito con un dito sulla bocca. Lo prende e lo bacia. E lo getta sul letto.
Lui non capisce un cazzo. Ancora una volta ha tutto in mano lei ed è inutile ragionare. Inutile pensare a loro, ci si può pensare dopo.
Lui sente qualcosa di freddo tra le lenzuola arancioni ed il suo corpo, ma non se ne cura. Lei è sopra di lui, lo spoglia velocemente e lo fa impazzire.
La mente non pensa più a loro. La mente pensa a lei che adesso gli sembra decisamente troppo per lui. Pensa a lei che improvvisamente è tornata chiaramente speciale.
Lui è sotto e non ragiona. Lei sfila un revolver da sotto le lenzuola. Quel freddo dietro la schiena non c’è più, era solo una canna di una stupida pistoletta del cavolo.
Lei lo guarda e gli punta il revolver alla tempia. Lui ragiona ancora meno ora.
Lei gli chiede:
- Tu moriresti per me?
Lui non sa far altro che annuire e dire un sì convinto anche se di difficile articolazione.
- Questo volevo sapere – dice lei.
E spara. Ora sono rilassati. In questo momento si sono voluti bene davvero. Si sono amati per la prima volta.

Hanno scritto cazzate di recente