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Articoli taggati ‘uomini’

APPUNTI – UN’ALTRA BOTTIGLIA DI VINO, PER FAVORE

Novembre 26, 2009 sbloggato Lascia un commento

E la vita strisciava avanti
come un lombrico nero
a colpi di ventre
strusciato al suolo
lasciando a terra
squame avvinate.

Io stavo lì
davanti a un foglio di carta
l’unico posto
dove riuscivo ancora
ad ignorare
il tempo che strisciava
e che mi corrodeva corpo
ed anima.

Avevo chiesto al cartolaio
una penna comune
“brutta” disse lui
“serve per scrivere”
risposi io
e comprai quella penna orrenda
antiestetica, che poi ero io.

Pagai il riscatto
e il cartolaio mi diede indietro
la mia vita come era
quando la vendetti ad un grossista
di articoli da disegno
per prendermi una bottiglia di vino
al bar sotto casa.

Quella bottiglia di Cirò
di pessima annata
mi convinse per una notte
che un giorno sarei stato diverso
sarei riuscito ad essere
come quelli che ce la fanno
come quelli che non temono
come quelli che non impazziscono mai.

Quella notte
la luna prese ad ulularmi contro
quasi si fosse innamorata di me
ed io lì, lupo
quasi mi spaventai
e presi a scappare
impaurito da ciò che la luna
mi avrebbe chiesto
ed avrebbe ottenuto.

Il mio pelo si faceva grigio
e quando tornai
uomo tra gli uomini
mi accorsi di quanto io
fossi un uomo ancor peggiore
di quello che avessi mai creduto.

La paura aveva fatto spazio alla rabbia
di un lombrico che non avrebbe mai saputo
tornar lupo.

Le squame avvinate restavano al suolo
aggrappate all’asfalto
rifiutando di tornare a coprire
il mio corpo ridicolo
la mia mente imbarazzante
il continuo flusso di pensieri
di chi per paura del mondo
ha rifiutato se stesso.

E io stavo lì
con la mia penna
ed il mio foglio davanti
ad immaginarmi lombrico
solo per aver la sensazione
di avere ancora qualcosa avanti a me
a sperare che un piede
schiacciasse il lombrico
per farlo venire a nuova luce
o per farlo tacere per sempre.

Rivendo la mia vita al grossista.

Barista
un’altra bottiglia di vino
per favore.

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Now playing: The Velvet Underground – Oh Gin
via FoxyTunes

APPUNTI – DI NOTTE UNA LUCE A INTERMITTENZA

Novembre 18, 2009 sbloggato 1 commento

Me ne stavo a fumare
sul mio balconcino
di notte
l’ultima sigaretta
prima di andare a letto
osservando il mondo.

Nei palazzi di fronte
a notte fonda
c’è quello che dorme
quelli che scopano
quella che urla
quelli che litigano
quella che mette un pentolino sul fuoco
quel ragazzino che spegne e accende la luce.

La vita è una luce a intermittenza.
I rapporti umani iniziano
finiscono
si interrompono
rinascono
a volte non nascono
a volte non muoiono mai.

E me ne stavo lì a pensare
che l’unico modo
per vivere e sopravvivere
far vivere e far sopravvivere
è volersi bene.

Voler bene a quello che dorme
a quelli che scopano
a quella che urla
a quelli che litigano
a quella della camomilla
a quel ragazzino che teme la maestra
e anche a me che me ne stavo lì a fumare.

E pensavo che tu che leggi
e voi tutti esseri umani
della vita non avete mai capito un cazzo.

Ed era una magra consolazione per me
che stavo lì fuori a fumare
al freddo e al gelo
l’essere consapevole
di essere l’unico al mondo
ad avere la chiave di lettura
della mia, della tua, della vostra vita.

Ma era una consapevolezza
che da quel giorno in poi
mi avrebbe accompagnato
e che mi avrebbe permesso
di attutire il colpo
delle bastonate sui coglioni
che gli esseri umani
che non hanno mai capito la vita
si sferzano ogni giorno tra loro
dalla notte dei tempi.

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Now playing: Tori Amos – Past the Mission
via FoxyTunes

APPUNTI – MAI DARE NIENTE PER SCONTATO

Novembre 17, 2009 sbloggato Lascia un commento

Ce ne stavamo seduti al bancone
ad aspettare le nostre due birre
quando richiamati da un insistente scoppiettare
ci accorgemmo di un uomo vicino a noi
che ciancicava Big-babol alla fragola
(mento poggiato sul palmo della mano sinistra
intento a fare palloncini)
e della sua donna dinanzi a lui
che lo guardava con aria innamorata
mentre beveva il suo aperol-soda.

Forse inebriati da quel tanfo fragolino
restammo in silenzio a guardarci
entrambi immaginando
che sapore avrebbero avuto i loro baci.

Il tempo scorreva veloce
come l’acqua del fiume intubato nell’eternit
di cui tu assaporasti la polvere nello stesso bar
per sciacquarti la bocca
che in quel momento pareva saper di fragola e di panna
anche se tu non avevi mai masticato Big-babol.

Pagammo tre euro e trenta centesimi.
Tre euro per le due mezze pinte
trenta centesimi per i dieci centilitri di amianto.

Tornati a casa
per la prima ed ultima volta
ti presi a cinghiate
per insegnarti
che nella vita
non si deve mai dare niente per scontato.

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Now playing: The Rolling Stones – Let’s Spend the Night Together
via FoxyTunes

APPUNTI – THUNDER ROAD

Novembre 16, 2009 sbloggato Lascia un commento

La scena è di quelle già viste
già sentite in qualche parte della memoria
un deja-vu, la casa isolata
la porta aperta
tu che entri
e il vento muove il vestito di Mary.

E tu sei lì
con i tuoi mille e più libri letti
quei milioni di dischi ascoltati
e il tuo berimbau.

Potrai spiegarle quanto Marx e Nietzche
veramente vadano a braccetto
e che il materialismo storico
non prevedeva guerre di classe
ma lotte per agevolare un processo inevitabile,
che era quanto di più cristiano potesse esserci
un cristianesimo senza religione
non una contrapposizione
e che il materialismo dei sentimenti
è solo una gran cazzata.

Potrai farle vedere
in un dipinto
da dove viene l’ispirazione,
potrai mostrarle
che la musica che ascolta
non è altro che una riproposizione
di roba cotta e ricotta
che tutti hanno dimenticato.

Potrete guardare insieme un film
e farle notare la citazione
la colonna sonora
potrai spiegarle
che non c’è genio
senza immaginazione
e che non è genetica
o processo chimico
è mutazione e influenza
di uomini prima di te
e null’altro.

Nessuno è mai grande
e tu non lo sarai
non hai nient’altro da offrirle
che te, con quel che pensi, leggi, vedi e ascolti
riproponendo te stesso
in parole assurde
accompagnate dal tuo berimbau
riportato da un viaggio all’altro capo del mondo.

Non hai nient’altro da offrirle
se non tutti i tuoi risparmi
e tutto ciò che riuscirai a trovare per strada
per portarla via lontano da lì
da quella terra piena di vincitori
per le strade polverose
dove, giunti alla fine,
troverete l’altro capo del mondo,
quello dove anche i perdenti
sono considerati degli uomini
anche prima della morte
e non sono costretti a pulire i cessi
di lorsignori per sopravvivere.

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Now playing: Bruce Springsteen – Thunder Road
via FoxyTunes

APPUNTI – AMICO, COMPAGNO, COMUNISTA

Novembre 16, 2009 sbloggato Lascia un commento

Sai, amico compagno
forse hai ragione tu
io Marx l’ho letto male
dovevo studiarlo di più
ho letto anche il Capitale
non credo lo stesso possa dirlo tu.

Ok, non è questo che fa grande un uomo
e grande non lo sarò mai
tu punti in alto, verso il successo
io scarto di lato, per me fa lo stesso
e poi, sai,
a camminar su teste
non vi ho trovato gusto mai.

Tu dirai che cerco consenso
che le mie son soltanto parole
ma il consenso te lo devi costruire
certe cose non nascono da sole.
Forse ce l’hanno detto in sezione
io non ascoltavo abbastanza
ma io guarda, ti giuro, non cambio.
Forse non prestavo la dovuta attenzione
ai discorsi sui voti di scambio
che basta un regalo, un cappello,
un simbolo di memoria
un urlo, un qualsiasi orpello.

Sai, sono fiero di aver la mia piccola approvazione
perchè sbaglio, insegno, imparo.
Mi inorgogliosisce essere per te un coglione,
il primo da fregare
perchè so ancora commuovermi,
soffrire, odiare,
amare.

Se vuoi cercarmi vieni tra gli uomini
io fin lassù non ci posso arrivare.
Lo so, questo mondo non è come credevamo
o lo credevo io? O forse tu questo sei sempre stato?
Quando sono cambiato? Quando sei cambiato?
E quanto?

Credi davvero di essere tu il comunista
tu che compri il tuo esserlo
con un oggetto
con il tuo aspetto
tu, arrivista?
Tu, buffo ometto?

Perchè sai, compagno
io non credo di esser di molto migliore
ma sai,
non si curano mai le ferite del cuore
e sono stufo del tuo piangere istituzionale
per le morti di uomini di cui non ti sei mai voluto curare.
Che te ne frega?
Perchè dovresti prenderti la bega
di levarti quella maschera di cera
e mostrare quel che c’è sotto.
Io so cosa c’è, più niente
e non lo dico a torto.

Io so chi ero,
so chi sono.
E non pensare che io stia dicendo
che di me non me ne frega niente,
anch’io ho a cuore me stesso
anch’io non voglio essere un perdente.
Ma io amo e odio la gente.
Tu amare non puoi
perchè sei solo e lo sarai sempre:
il successo fine a sè stesso,
ricorda,
è meno di niente.

Tu finirai seduto sul cesso
con il cuore ancora vicino al buco del culo
ad aspettare il conto.
Io attenderò di essermi stancato del mondo,
dell’uomo:
potrebbe esser domani, anche fra una settimana
ma non mi farò tendere l’imboscata
di farmi portare di là su una carriola.
Io ci andrò sulle mie gambe, camminando
con la bocca sempre vicina al culo
ma il cuore ancora altrove
dove tu non l’avrai mai
e se sarò stato io il niente
tristemente dirò “pazienza”.
Anche questo vuoi dirmi che lo sai?

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Now playing: Lucio Dalla – Comunista
via FoxyTunes